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Rivarolo del Re e la Grande
Guerra: una mostra da
non perdere nel weekend

La ricostruzione di un campo di battaglia, con modellini in piombo, e non solo, e con la certosina pazienza di chi ha schedato ogni singolo mezzo meccanismo e ogni singola divisa, accoglie il visitatore. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

RIVAROLO DEL RE – In tempo di ricorrenze legate al 4 novembre e, più in generale, al Centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, c’è una mostra che si distingue dalle altre. Anche perché, volendo vedere, a realizzarla e curarla è un ragazzo giovane, Matteo Coppini, classe 1983 di Spineda, che allo Spazio Prisma di Rivarolo del Re ha dato vita, grazie alla generosa collaborazione di numerosi appassionati, a una ricerca minuziosa che passa da cimeli preziosi, pagine di giornale, ricordo dei Caduti di Rivarolo, e anche di Commessaggio, e soprattutto dall’Albo d’Oro, che ricorda tutti i Caduti della Prima Guerra Mondiale, nel caso specifico partiti dalla nostra provincia e da quelle limitrofe lombarde.

La mostra, allestita al Centro Polivalente Prisma come detto, accoglie pure le scuole del paese casalasco e di quelli vicini con una guida d’eccezione: il sindaco Marco Vezzoni. La ricostruzione di un campo di battaglia – con modellini in piombo, e non solo, e con la certosina pazienza di chi ha schedato ogni singolo mezzo meccanico e ogni singola divisa – accoglie il visitatore, non prima di essere passati vicino a due grandi bandiere italiane.

Di lato uno spazio speciale, una sorta di mostra nella mostra, dedicata al corpo degli Alpini (che pagò uno dei prezzi più alti al conflitto), con le medaglie delle varie adunate nazionali, da quella del 1920 all’Ortigara all’ultima, tenutasi nel maggio 2018 a Trento, con tanto di cartoline commemorative per ciascun raduno. La mostra è visitabile ancora questo weekend, sabato dalle 9 alle 12.30 in concomitanza con la visita degli alunni della scuola media e poi al pomeriggio dalle 14.30 alle 18; infine domenica 11 novembre con l’ultima apertura pomeridiana dalle 14.30 alle 17.30. Un’occasione interessante da non farsi sfuggire, se è vero che dopo l’inaugurazione del 4 novembre molti sono già arrivati pure dai paesi limitrofi.

Si potranno ammirare, peraltro, oggetti tipici della guerra come bombe, proiettili, attrezzature da guerra, medaglie, cappelli. Si potranno consultare documenti storici, libri, le pagine del Corriere dell’epoca: tutto questo con il sottofondo musicale dei cori alpini. Rivarolo del Re, peraltro, prima del via a questa bella esposizione, ha festeggiato come comune un momento particolarissimo, presentando il gonfalone del comune, gentilmente donato dalla famiglia Micheli. Quello del gonfalone era uno degli obiettivi del Centenario del Comune (nel 2015), ma alcune difficoltà burocratiche con l’ufficio araldico nazionale avevano fatto saltare l’appuntamento. Ora tutto è compiuto, mentre i monumenti ai Caduti di Rivarolo del Re, che cambiò volto dopo la Seconda Guerra Mondiale, e delle frazioni di Brugnolo e Villanova ricordano il sacrificio di chi, come dicono gli Alpini, in quel conflitto del 1915-1918 è andato avanti…

G.G.

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