Cronaca
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Treni, ennesimo sfogo: "Noi pendolari umiliati ogni giorno, stop al pagamento del biglietto!"

... anzi la Regione, visto che è direttamente responsabile, dovrebbe permettere di non pagare chi NON PER COLPA SUA è costretto a subire un’umiliazione di questo tipo...

Raccogliamo un altro sfogo, l’ennesimo, nei confronti della situazione dei treni sulla Brescia Parma. Uno sfogo durissimo: il vaso è colmo, e già da un po’. Altra mattina di passione pure questa. Una delle tante, troppe ormai anche da sopportare.

“Anche oggi, come ieri, – ci scrive un pendolare che si firma – come troppo spesso accade, il treno delle 7.15 da Casalmaggiore a Parma viaggia con 30 minuti di ritardo!

Ancora, ancora e ancora ritardi, soppressioni, monocarrozze stipate all’inverosimile, treni freddi o bollenti che quando scendi hai quasi problemi di “jet lag” dato che passi dai tropici al polo in meno di un’ora!

BASTA, BASTA, BASTA!!!!!! E’ un urlo di disperazione, siamo davvero incazzati, il vaso è colmo, non ne possiamo più di continui disservizi. Siamo persone che meritano rispetto, che hanno il diritto di avere il servizio per il quale pagano.

In questo anno in cui il treno è l’unica possibilità di spostamento da una Regione all’altra senza dover fare in auto decine di chilometri in più rispetto a quando il ponte stradale era aperto, sono venute a galla tutte le inefficienze e la mala gestione della linea ferroviaria che evidentemente anche prima era abbandonata a se stessa, senza manutenzione, investimenti di ammodernamento, con cui i pendolari (sì, esistevano anche prima, ma forse nessuno se ne è mai accorto!) dovevano accontentarsi.

Poteva essere un’occasione per sistemarla, fornire un servizio adeguato e creare un’utenza stabile, perché se funzionasse bene sarebbe molto utile per tante persone che potrebbero pensare di lasciare a casa la propria auto. Invece poco e niente è stato fatto, e niente si continua vedere per il futuro. Cosa possiamo aspettarci d’altronde se l’AD di Trenord (scusate ma secondo me uno che andrebbe licenziato in tronco) dice che i treni andrebbero tolti per usare degli autobus! Siamo alla follia!

A questo punto bisognerebbe non pagare più i biglietti e anzi la Regione, visto che è direttamente responsabile, dovrebbe permettere di non pagare chi NON PER COLPA SUA è costretto a subire un’umiliazione di questo tipo”.

Il pendolare, evidentemente esasperato da una situazione indegna, ci scrive che non si può più tacere e poi, che pure non tacendo non cambia nulla. La Brescia Parma è ormai al collasso, e la chiusura di ponte Po non ha fatto altro che esasperare ancor di più gli animi. La regione, trenord, lo stato non rispondono comunque. Non viaggiano sui treni dei pendolari, nel far west a cavallo tra la lombardia e l’emilia. Non hanno bisogno di treni, non lavorano dall’altra parte del fiume. Non ascoltano quelle che un tempo erano lamentele ed ora sono sempre più urla disperate e di rabbia.

N.C.

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