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Food and Wood, esperienza
positiva dal temporary
shop che unisce le forze

Successo garantito, quando si parla di cibo. “Abbiamo finito tutte le portate, ma in particolare è terminato prima di tutti lo stracotto d’asino, molto apprezzato”.

CASALMAGGIORE – Vanno di moda i temporary shop, che paiono essere una delle risposte del commercio, di vario genere e su piccola o larga scala, alla crisi generalizzata. Ma quanto si è visto a Casalmaggiore durante l’ultima Fiera di San Carlo è, per certi versi, ancora più innovativo. Non solo un temporary shop classico, ossia un’attività della durata di pochi giorni, ma l’unione di forze di due imprese che, sulla carta, nulla hanno in comune, la prima gastronomica e la seconda legata alla valorizzazione dell’oggettistica in legno. Food, cibo, and wood, legno, con l’assonanza dei termini inglesi che ha fatto il resto. “Abbiamo movimento un po’ la fiera” sorride Federica Rota della Forneria del Borgo, cui si deve la paternità dell’idea.

L’attività è durata solo per il tempo della kermesse maggiorina, infatti, dunque dal 1° al 4 novembre, nello spazio dell’Isola Bella che fa angolo su via Favagrossa, una zona molto felice essendo punto di passaggio obbligato a metà tra piazza Garibaldi e piazza Marini, ossia tra il centro vero e proprio con luna park e la sagra del cotechino e del blisgòn o, se preferite, la fiera agricola. Le due attività che hanno unito le forze sono la Forneria del Borgo, di Federica Rota, e Officina BFST di Francesca Belli e Silvia Tei. Al buon cibo cucinato da Federica è stata così abbinata l’oggettistica originale a cura di Francesca e Silvia. Sia per quanto concerne sedie e tavoli, sia per quanto concerne i ricami e le scenografie, per così dire, che hanno reso più accogliente l’ambiente, con qualche riferimento commerciale già al Natale, tutto sommato non così lontano.

Successo garantito, quando si parla di cibo. “Abbiamo finito tutte le portate, ma in particolare è terminato prima di tutti lo stracotto d’asino, molto apprezzato”. E ancora marobini in brodo, tortelli di zucca, brasato di manzo con polenta, dolci della forneria, vino e birra hanno accompagnato chi ha deciso di passare di lì: ma solo per pochi giorni, rispettando in pieno regole e dna di un temporary shop.

G.G.

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