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Il comprensorio Oglio Po da
Toninelli: "Il ponte Po la priorità, bene
passaggio ad Anas e Tibre ferroviario"

Toninelli ha spiegato che il tentativo è di inserire nella prossima Finanziaria 100 milioni di euro per i 32 ponti sul Po, da investire poi in ordine di importanza e urgenza. La priorità resta quello chiuso di Casalmaggiore.

MILANO – Quattro amministratori del comprensorio Oglio Po in missione a Milano ma con vista su Roma. Perché l’incontro si è tenuto al Provveditorato delle Opere Pubbliche nel capoluogo meneghino, ma l’incontro è stato con Danilo Toninelli, Ministro delle Infrastrutture del Governo Conte. Filippo Bongiovanni, sindaco di Casalmaggiore, Alessandro Cavallari, vice di Viadana, Giuseppe Torchio, sindaco di Bozzolo, e Alessandro Sarasini, sindaco di Commessaggio, hanno incontrato Toninelli attorno alle 10.45 di lunedì mattina, ponendo sul tavolo i tanti temi di un comprensorio infrastrutturalmente al collasso. Presente anche l’ingegnere Pietro Baratono, provveditore. Toninelli ha dimostrato di essere aggiornato sulla situazione, il che è stato un buon punto di partenza.

Il Ministro ha confermato il passaggio delle strade provinciali ed ex statali ad Anas tra giugno e luglio 2019: nella fattispecie, per il casalasco, si tratta della Cremona-Mantova, della Castelnovese e soprattutto della Asolana, sulla quale insiste il ponte di Casalmaggiore chiuso. Proprio il ponte di Casalmaggiore è una delle priorità, ma si è parlato anche degli altri tre ponti, San Daniele Po, Viadana e Dosolo, che necessitano di manutenzione. Toninelli ha spiegato che il tentativo è di inserire nella prossima Finanziaria 100 milioni di euro per i 32 ponti sul Po, da investire poi in ordine di importanza e urgenza. Si è convenuto sull’utilità di pensare al ponte nuovo, perché dieci anni – questa la durata media del ponte vecchio anche dopo la riparazione – sono davvero pochi per un’opera pubblica e passano in fretta.

Capitolo autostrade: Toninelli non si è pronunciato direttamente, perché spetta poi alle concessionarie, ma ha spiegato che il passaggio ad Anas potrebbe essere molto utile per pensare a un raddoppio della già esistente strada Cremona-Mantova. Sui treni invece qualcosa si muove: il raddoppio della Mantova-Codogno su Piadena potrebbe vedere l’apertura del cantiere già nel 2019, mentre sulla Parma-Brescia è stata confermato il raddoppio da Brescia a San Zeno e l’elettrificazione fino a Ghedi. Casalasco, dunque, per il momento escluso, anche se Toninelli si è detto molto favorevole al Tibre ferroviario, che costerebbe poco e avrebbe grande utilità per il comprensorio Oglio Po, col passaggio da Piadena.

Sul Tibre autostradale e pure sull’autostrada Cremona-Mantova, intanto, i sindaci hanno chiesto al Governo di portare avanti il discorso oppure, se questo dovesse bloccarsi, di liberare le aree di eventuali futuri cantieri da inutili vincoli e di utilizzare comunque i fondi per le opere compensative previste sul territorio, come le tangenziali ad esempio. Stiamo a vedere eventuali sviluppi, ma l’interesse del Governo se non altro c’è. Infine si è parlato anche delle vie d’acqua, per potenziare il trasporto fluviale, pur dovendo sottolineare che in questo settore ci si aggiornerà più avanti, essendo per il momento più maturi e urgenti gli altri temi appena presentati.

Giovanni Gardani

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