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Strade, il passaggio ad Anas
accelera. E l'Anci coinvolge
i comuni per le segnalazioni

Quasi scontato sottolineare i benefici di questo passaggio: Anas ha in pancia qualcosa come 33 miliardi di euro e ha dunque la possibilità di intervenire dal punto di vista economico, cosa che invece le Province non possono fare.
Nella foto le condizioni della strada Castelnovese

Qualche buona notizia arriva anche nel Casalasco per la viabilità, o almeno per le infrastrutture: dopo la batosta del ricorso al Tar che allungherà i tempi di riapertura del ponte sul Po, la novità riguarda il fatto che il passaggio delle competenze delle strade provinciali ad Anas prosegue in modo celere. Come è stato rivelato nell’incontro dei sindaci del comprensorio Oglio Po con il Ministro Toninelli lunedì mattina, questo verrà perfezionato nell’estate 2019. In particolare sul territorio Casalasco abbiamo tre strade molto importanti, alcune delle quali ammalorate e che necessitano di lavori, in qualche caso non sono di riasfaltatura. Parliamo dell’Asolana, ad esempio, della Castelnovese e della Cremona-Mantova.

Quasi scontato sottolineare i benefici di questo passaggio: Anas ha in pancia qualcosa come 33 miliardi di euro e ha dunque la possibilità di intervenire soprattutto dal punto di vista economico, cosa che invece le Province, in grave crisi, non possono fare per motivi ormai evidenti in questi ultimi anni. Tanto per rendere l’idea: proprio il ponte Po Casalmaggiore-Colorno insiste sull’Asolana e Anas non avrebbe problemi, economicamente parlando, a trovare fondi per la costruzione di una nuova infrastruttura (ed è questo il motivo per cui si è ovviamente da subito guardato al Ministero per questa nuova opera, che prima o poi dovrà essere pensata). Non male, comunque, guardando al piccolo, avere la possibilità di riasfaltare e sistemare strade che ultimamente sono davvero malmesse pure a causa del traffico pesante, aumentato, di passaggio.

Intanto, sempre per quel che concerne le strade ma su una questione differente rispetto ad Anas, Anci Lombardia ha spedito ai vari comuni una circolare urgente, nella quale si chiede agli stessi di inviare segnalazioni ed eventuali revisioni in merito al piano delle reti stradali di interesse nazionale e regionale ricadenti nelle regioni Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Toscana e Veneto. Tale piano, attualmente in discussione in sede di Conferenza Unificata, entrerà poi nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che ha stimolato proprio Anci nazionale (“pur con tempi molto stretti” lamenta l’associazione) per dare il via ad un iter che, con i vari passaggi, durerà comunque qualche mese.

G.G.

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