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Via Centauro, commerciante
aggredita verbalmente
da minorenni

"Non è la prima volta che succede - ci racconta il figlio - lì sotto si riuniscono. E non vi dico quel che trovo, ogni giorno, vicino alla cassetta. Abbiamo chiesto di spostarla"

CASALMAGGIORE – Una zona franca, dove le regole non ci sono e pure se ci fossero, nessuno le fa rispettare. E’ diventato questo l’inizio di via Centauro, la parte della via che unisce piazza Garibaldi a via Chiozzi. Una zona franca, spesso ritrovo di minorenni che delle regole – e qualche volta pure dell’educazione – non sanno che farsene.

L’ultimo episodio, una vera e propria aggressione verbale, ieri sera. A raccontarcela il figlio di Gabriella Carinelli, titolare dell’edicola Portobello di via Favagrossa. Erano le 19.30 circa quando Gabriella – come tutte le sere – stava andando a depositare i giornali nella cassetta verde che è sita proprio sotto il portico. A fianco del contenitore due ragazzine, probabilmente minorenni. Gabriella ha chiesto loro con gentilezza di spostarsi, che doveva aprire la cassa. Le due hanno fatto finta di niente. Innervosita ha richiesto, con maggior vigore, alle due ragazzine di spostarsi.

Le ragazzine non solo non si sono spostate, ma hanno cominciato ad inveire pesantemente nei confronti della commerciante, apostrofandola con insulti. Il clamore ha attirato Stefano Buzzi, che ha la tabaccheria a fianco e a quel punto e finalmente la commerciante è riuscita a portare a termine il proprio lavoro.

“Non è la prima volta che succede – ci racconta il figlio – lì sotto si riuniscono. E non vi dico quel che trovo, ogni giorno, vicino alla cassetta. Abbiamo chiesto di spostarla, visto che li nessuna regola viene fatta rispettare, la porteremo nei pressi della Galleria Gorni, dove abbiamo avuto il permesso. Ma se noi non avremo più il problema, il problema ce lo avrà qualcun altro. Anche il solo passare a volte è problematico”.

Non è il primo episodio, e senza nessun intervento, di certo non sarà l’ultimo. “Questa estate – ci racconta V., una residente in quel vicolo – ho pure fatto un esposto presentato ai vigili, ai carabinieri e al comune, ma lì non si vede mai nessuno. Una banda di bulli. Ho avuto una brutta esperienza anch’io. Una delle ragazzine mi è venuta a pochi centimetri dalla faccia, ed ha cominciato ad insultarmi. Sono tutti minorenni e facilmente identificabili se volessero identificarli. Vediamo se questa volta si smuove qualcosa. Bisogna fare qualcosa”. V. si sa difendere, ma sotto quel vicolo passano anziani o mamme. “Io – conclude V. – faccio il giro dall’altra parte pur di non incontrarle, ma bisogna davvero intervenire. Tra sporco, bulli e schiamazzi quell’area non è più vivibile”.

In quel tratto del vicolo c’è pure una telecamera. E’ privata, ma potrebbe servire in futuro. Ammesso – e al momento non concesso – che qualcuno voglia fare qualcosa per arginare quel tipo di maleducazione che regna in quell’angolo seminascosto del centro.

Nazzareno Condina

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