Cronaca
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Consiglio Comunale, prima parte, dalla commozione iniziale alla discussione accesa

Si è aperta e chiusa così la prima parte del Consiglio Comunale cittadino di ieri sera, sino al momento in cui è terminato il tempo del 'question time', quello delle interrogazioni, mozioni ed interpellanze

CASALMAGGIORE – Dalla commozione partecipata e sentita alla solidarietà, sino ad arrivare alla discussione accesa, quasi rabbiosa. Si è aperta e chiusa così la prima parte del Consiglio Comunale cittadino di ieri sera, sino al momento in cui è terminato il tempo del ‘question time’, quello delle interrogazioni, mozioni ed interpellanze. Ma andiamo con ordine, anche se tratteremo della prima parte del consiglio a grandi linee. In fondo c’è sempre lo streaming per chi volesse seguirlo approfonditamente.

MARCO ZANI – Il primo ricordo commosso, con un minuto di silenzio e l’alzata in piedi di tutti i consiglieri, dello scarso pubblico e del personale, è stato per il bimbo morto a Ponteterra. Marco Zani è stato ricordato dal presidente del Consiglio Marco Micolo. Assenti, in questo frangente, oltre ai consiglieri che poi non hanno partecipato all’assise, l’assessore ai servizi sociali Gianfranco Salvatore e quello al bilancio Marco Poli, entrambi in chiesa per il rosario.

SOLIDARIETA’ CON I PAESI ALLUVIONATI – Era stata una proposta lanciata dal presidente del consiglio subito dopo la tragica alluvione (12 morti e tanta distruzione) che ha colpito in maniera violenta soprattutto Veneto e Sicilia. Il comune di Casalmaggiore devolverà i gettoni di presenza di consiglieri e giunta a due comuni, uno siciliano (già individuato, è Burgio in provincia di Agrigento) e l’altro ancora da individuare in Veneto. Il consigliere Pierluigi Pasotto ha chiesto al Consiglio stesso di devolvere tutti i gettoni sino a fine mandato, mentre Micolo si è reso disponibile a studiare e a cogliere altre iniziative per implementare il fondo.

VIA CENTAURO – Una situazione che va avanti da tempo. Dalla notte dei tempi per il sindaco Filippo Bongiovanni che ha fatto un excursus con accenni storici alla via, in qualche angolo ridotta ad un pisciatoio per incontinenti, con case chiuse da tempo dove regnano i piccioni e l’aggressione della commerciante due sere fa. Si è parlato dell’attenzione che l’amministrazione sta mettendo nel controllo della via, del fatto che gli operatori ecologici passino più spesso, ma anche della difficoltà dei controlli della via che cent’anni fa era quella degli omini gaudenti e delle case di tolleranza. “Vicolo Centauro è una zona degradata della città non da alcuni anni ma da alcuni decenni. Una via storicissima, negli anni 80 la situazione più o meno era quella. Qualche persona dai capelli bianchi mi dice che lì c’era quello che c’era prima della legge Merlin”. 35 numeri civici, alcuni disabitati da diversi lustri ed “I proprietari non se ne sono interessati tanto”. 3 le abitazioni più ammalorate. Il nucleo storico di Casalmaggiore, poco frequentato proprio per quell’atipicità che la rende quasi unica. Via stretta, fatta da saliscendi e da rientranze che rendono oggettivamente difficile il controllo. Le lamentele relative alla via ci sono sempre state, per gli schiamazzi “Nel 90% dei casi sono ragazzi che chiacchierano – ha sottolineato il sindaco – d’altronde quella è una pubblica via. Discorso diverso quando ci sono reati, che vanno denunciati”. E’ stato l’unico accenno, quello del sindaco anche se in maniera indiretta, all’aggressione. Ad interrogare la giunta Alessandro Rosa, che, tra piccioni col loro guano, minzioni, giovani vocianti, bottiglie rotte ed erba alta si è perso anche lui la parte forse più importante: l’aggressione alla commerciante, che non è stata l’unica, e rischia di non restare un caso isolato. “E’ sempre stato un punto di ritrovo – ha spiegato poco prima del consiglio Stefano Buzzi – ma la situazione è precipitata ultimamente. Mai visto una scena così violenta, con una ragazzina che urlava insulti a pochi centimetri dalla faccia ad una donna”. Si è parlato di piccioni insomma, che in parte sono stati allontanati e nella casa dove regnano incontrastati, grazie all’interessamento del consigliere alla sicurezza Massimo Mori, verranno presto rimossi con dissuasori. A prendersene carico l’immobiliare che è entrata in possesso dell’immobile più fatiscente. Lo stesso Mori ha parlato anche di come i controlli, soprattutto sulle immondizie, si siano intensificati e del fatto che, contro la maleducazione (e gli incontinenti) purtroppo la battaglia è durissima. “Sui sacchetti abbandonati se non c’è la flagranza di reato è difficile fare qualcosa”. Puntuale la relazione del consigliere alla sicurezza su tutte le questioni, tranne una.

ORA DI EDUCAZIONE CIVICA – La mozione di appoggio alla raccolta firme per la reintroduzione dell’educazione civica a scuola, proposta di legge appoggiata dall’ANCI, è stata portata avanti da Alessandro Rosa. Una lunga discussione ha fatto seguito alla lettura della mozione. Discussione tra i contrari all’interferenza politica (il più convinto Francesco Ruberti, non contrario all’insegnamento dell’educazione civica a scuola ma all’interferenza della politica nella scuola “Che deve essere neutra”), tra quelli che non serve poiché già presente anche se non come materia a se stante ma in tanti progetti e nella sensibilità degli insegnanti (Scaglioni e Mussetola), e tra i favorevoli alla legge (CNC e Listone) e i favorevoli alla raccolta firme (Bongiovanni e Cozzini). Tralasciamo la discussione, c’è sempre lo streaming per seguirla per chi fosse interessato. Alla fine il consiglio si è trovato favorevole alla raccolta firme, tranne Francesco Ruberti che non ha partecipato al voto e Giuseppina Mussetola che si è astenuta.

CASALMAGGIORE 2.0 – (streaming, dal 1.07.00) Il clima si è surriscaldato, anche con accuse piuttosto pesanti ed una lunga e nervosa discussione. Nel progetto Casalmaggiore 2.0 (quello per intenderci che contempla la rigenerazione di via Baldesio) finanziato da fondazione Cariplo nell’ambito del bando Emblematiche provinciali ci sarebbero almeno 20 mila euro che – quantomeno secondo CNC – si sarebbero potuti risparmiare. Sono riferiti alle consulenze esterne, quelle affidate a Reindustria. 20 questionari “E non appaiono altre azioni rilevanti” secondo Pierluigi Pasotto. Siccome i soldi sarebbero tanti, CNC ha chiesto che venga rivista la cifra e destinata eventualmente ad altro. Secondo Bongiovanni “Reindustria si è occupata di stilare un bando per i facilitatori di comunità, gestire e diffondere tale opportunità, far parte della commissione per la selezione, formare il facilitatore, definire le modalità di ascolto e animazione secondo un cronoprogramma operativo”. Insieme a questo la somministrazione dei questionari. Tutto secondo un cronoprogramma definito. Il sindaco ha poi respinto la richiesta di revoca “L’azione è pressoché terminata, quello che chiedete non è possibile farlo”. 104 i questionari somministrati (se poi ne sono stati restituiti solo 20 il problema sta da un’altra parte). La somma a cui si fa riferimento, sempre da quanto detto dal sindaco, 14 mila e rotti euro ai quali va aggiunta l’IVA, è a totale carico di Fondazione Cariplo che ha validato la cosa. A ribattere sempre Pasotto che ha rimarcato come i conti dei lavori, con anche i ribassi, siano ineccepibili, mentre discorso inverso va fatto per il facilitatore di comunità, sulla cui gestione ed utilizzo qualche domanda da porsi c’è, secondo CNC. Dall’affidamento dei gestori dei facilitatori di comunità. Non c’è un mansionario. La liquidazione immediata ai gestori dei facilitatori e posticipato del facilitatore “Un anno dopo. Chi doveva controllare è stato pagato prima e chi ha poi svolto sul campo queste azioni è stato pagato dopo. Questa azione è costata 24 mila euro. “Noi abbiamo trovato nell’architetto Diana un tecnico capace di portare avanti un progetto di rigenerazione urbana, non potevamo trovare qualcuno che facesse o aprire questa opportunità a ragazzi direttamente che potessero svolgere un lavoro diverso o interessare le realtà associative che hanno partecipato al bando? Come mai i soldi sono stati liquidati un anno prima? Come mai sia stato ritenuto congrua la cifra di 5 mila euro per chi deve fare delle azioni e 18 mila per chi le controlla? Come mai un facilitatore anziché due come previsto nel progetto? Come mai si è scelto di fare un affidamento diretto per la gestione del facilitatore di comunità? Chi ha svolto questo lavoro? Come mai si è scelto di non fare un affidamento diretto ai detentori di partita IVA e si è scelto Reindustria?”. A rispondere alla prima raffica di domande il vice sindaco Giovanni Leoni. Che ha risposto con una domanda. “Come mai tutte queste domande alla fine di un percorso quando si sarebbero potute fare all’inizio? Come mai all’ultimo minuto si chiede questa attenzione nel mettere all’attenzione importi secondo voi ingiustificati o ingiustificabili che ti portano a valutare prestazioni professionali ed individuali di difficile quantificazione? Perchè vengono fatte adesso e non in origine? C’è tutto un impegno lavorativo che non si possono far svolgere ai dipendenti, che non sono in grado e non hanno esperienza nel merito e si è preferito affidarla a Reindustria”. Il vice sindaco ha insistito citando la relazione fatta a Fondazione Cariplo che ha ricevuto conferme dagli addetti della stessa Fondazione sulla trasparenza dell’operazione. Pasotto ha ricordato al vice sindaco che CNC aveva già presentato una mozione relativa ai costi dell’ufficio Bandi, “Nel 2017 c’era stata una impennata delle spese”. Pasotto ha rincarato la dose: “Un anno e mezzo fa ci avevate risposto di andare a chiedere a reindustria se quelle cifre erano congrue, adesso lo chiedo a voi. Ritenete congruo l’investimento? Un bando dovrebbe essere seguito dall’ufficio bandi che dovrebbe seguirlo, monitorarlo e rendicontarlo. C’è bisogno di dare una consulenza per seguire la rendicontazione di un bando quando nel 2017 avevamo un ufficio sovracomunale per la gestione bandi che era attivo nel 2017? Le pare una cosa logica? Vi sembrano congrui? Perché diamo 20 mila euro a Reindustria? C’è un’ufficio sovracomunale bandi e poi gfa la consulenza su un bando? C’è qualcosa che tocca”. Il clima a quel punto si è surriscaldato, un botta e risposta piuttosto nervoso che ha coinvolto, oltre al vice sindaco Leoni, il presidente del consiglio Marco Micolo. A chiosare poi il consigliere Mirca Papetti che di bandi se ne intende. Pesanti le accuse mosse dalla consigliera sulla gestione del bando. L’intervento completo lo trovate al 1.43.00 dello streaming. “Su 100 mila euro di fondo perduto abbiamo il 24% di spese di consulenza”, tra le altre cose. Le risposte nel gennaio 2019 all’atto della rendicontazione. Ma l’impressione è che se ne riparlerà anche in futuro. CNC infatti al termine della discussione ha manifestato l’intenzione di andare avanti. Il sindaco ha contestato il fatto che non ci sia stato coinvolgimento. Ultimi screzi pesanti tra Pierluigi Pasotto e Marco Micolo sui tempi di intervento. “Questa cosa non penso finirà qui” ha chiuso Pasotto.

N.C.

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