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Bertolucci e quel legame
con l'Oglio Po ne "L'ultimo
imperatore": il ricordo di Cagnolati

"Nella Sala dei Congressi a Salsomaggiore (PR), dove abbiamo girato la scena del ballo con John Lone e Joan Chen, c’era anche Peter O’Toole, mi vestiva il costumista premio Oscar James Acheson".
Nella foto lo locandina dell'evento a Sabbioneta nel quale venne proiettata l'intervista a Bertolucci

Bernardo Bertolucci, nato a Parma nel 1941 figlio del poeta Attilio, girò anche a Rivarolo del Re, Piadena e Sabbioneta, scelte come location per alcune sue importanti pellicole. L’ultima volta che lo abbiamo visto era ormai in carrozzina, in una video intervista del casalasco Pierluigi Bonfatti Sabbioni proiettata il 26 agosto 2016 nel cortile del Palazzo Ducale di Sabbioneta, assieme al film dello stesso Sabbioni “Il pasticcio” interpretato da Marco Cagnolati che con Bertolucci lavorò nel film “The last emperor”.

Il regista di capolavori come Novecento, Ultimo tango a Parigi, Il té nel deserto, Piccolo Buddha e L’ultimo imperatore, è morto il 26 novembre nella sua casa di Trastevere, a Roma, aveva 77 anni. Marco Cagnolati, protagonista del film “Il pasticcio” sapientemente rimontato da Desirè Rubini per la serata “Cinema, tortelli e lambrusco” (sold out) organizzata da Guido e Roberta Rubini, ricorda la lavorazione del film da 9 Oscar.

“Si iniziava alle 6,30 e si terminava a notte fonda perché se una scena non era riuscita, si accendevano i super riflettori e si rigirava di notte come se fosse giorno. Il lavoro era frenetico, non c’era tempo da perdere perché a fine settimana dovevamo essere in Cina con tutta la troupe. Era il dicembre 1986, a fine “ciak”, si andava a controllare il girato con il regista e il direttore della fotografia Vittorio Storaro, usavamo i primi trascodificatori da celluloide a segnale analogico e se c’era qualche errore si rigirava”.

“Non esisteva il digitale – spiega ancora Cagnolati – erano appena usciti i primi sistemi analogici: Video 2000, Betamax e VHS. Nella Sala dei Congressi a Salsomaggiore (PR), dove abbiamo girato la scena del ballo con John Lone e Joan Chen, c’era anche Peter O’Toole, mi vestiva il costumista premio Oscar James Acheson. Davanti alla cinepresa facevo l’inglese biondo, longilineo, occhi azzurri e pelle bianca, poi orientavo il ballo (fox trot). Ero stato scelto perché a Roma, dal mio curriculum risultava che avevo già diretto il pubblico della partita di calcio nel film “Don Camillo” di Terence Hill nel 1983 a Pomponesco ed ero reperibile in zona. Una volta in Cina, Bernardo dotato di una spiccata sensibilità, sul set era previdente e preoccupatissimo, diceva a tutti: Muovetevi! Fate presto! Non capite che l’attore è un bambino?”.

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