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Emergenza cinghiali,
quadruplicata la presenza
Già 188 eliminati nel 2018

Ma il problema sono anche le dimensioni raggiunte dagli esemplari in circolazione: "Uno degli ultimi che sono stati presi pesava 195 kg" spiega Barborini. "Questo ci fa pensare che non siano di razza pura ma effetto di incroci".

E’ emergenza cinghiali sul territorio cremonese, con avvistamenti sempre più frequenti e soprattutto non più solo lungo l’asta del fiume Po. Recentemente un branco è stato infatti notato in zona Binanuova e Grontardo, prova che si sono spostati anche lungo l’Oglio. Del resto i numeri aggiornati della Polizia Provinciale parlano chiaro: ad oggi sono stati già 188 quelli presi dai cacciatori autorizzati, contro i 50 dello scorso anno. Numeri, quindi, che sono quasi quadruplicati.

“Quest’anno abbiamo aggiunto tre nuovi selecontrollori, che hanno frequentato un corso specifico per la caccia al cinghiale, che per tutti gli altri cacciatori è vietata” spiega il comandante della Polizia Provinciale Mauro Barborini. “Noi interveniamo in esecuzione di un decreto regionale, che impone il contenimento della razza. Dunque la Polizia Provinciale coordina gli interventi di abbattimento selettivo, rispettando tutte le prescrizioni sanitarie previste. Gli interventi di contenimento vengono fatti utilizzando le altane, ossia costruzioni realizzate ad hoc per poter sparare dall’alto verso il basso”.

Normalmente si interviene in zone in cui si sono verificati danni consistenti all’agricoltura. “Le aree di maggior concentrazione sono quelle lungo l’alta asta del Po, da Casalmaggiore a Stagno Lombardo, passando per Martignana Po, Gussola e San Daniele” evidenzia Barborini. “Ma i branchi si stanno spostando anche lungo l’Adda, nella zona di Pizzighettone, e lungo l’Oglio”. Aumentando continuamente in numero, i nuovi branchi vanno infatti in cerca di nuove zone da colonizzare. Scendono dagli appennini e attraversano il Po durante il periodo di secca, per poi disperdersi in pianura.

Ma il problema sono anche le dimensioni raggiunte dagli esemplari in circolazione: “Uno degli ultimi che sono stati presi pesava 195 kg” spiega Barborini. “Questo ci fa pensare che non siano di razza pura ma effetto di incroci. Le dimensioni rilevanti li rendono anche particolarmente pericolosi laddove si trovano coinvolti in sinistri stradali: quest’anno abbiamo rilevato 3-4 incidenti importanti provocati da questi animali”.

La raccomandazione, in ogni caso, è di non avvicinarli, in quanto possono risultare pericolosi, soprattutto quando le femmine hanno i cuccioli, in quanto diventano più aggressive. Bisogna prestare particolare attenzione soprattutto nelle ore serali, quando escono alla ricerca di cibo.

Laura Bosio

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