Cronaca
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Daniela, anima grande, Luigi ed Eleonora cuore e braccia. Vicolo Centauro messo a nuovo

non sarebbe male provare anche a spostare la tenda della rabbia di questi giovani con l' interesse di capire cosa dietro si nasconde. Luigi ha voglia di lavorare e tanta, speriamo che qualche anima buona lo aiuti a trovare una occupazione

CASALMAGGIORE – Ai commenti dilaganti che si sono spesi sul web del tipo: ‘due calci nel…’, o ‘se fosse mio figlio saprei come insegnarli l’ educazione’, o ancora ‘in mano mia una settimana cambierebbero atteggiamento’ e tanto peggio, c’è chi ha trovato un’altra strada. Dopo gli sgradevoli episodi di maleducazione e provocazione ad opera di alcuni giovani nei riguardi dei passanti in vicolo Centauro, Daniela Bellini che questo vicolo ben lo conosce, ha pensato di percorrere la via del cuore.

Li osserva per giorni e giorni, poi li avvicina e propone loro di farsi carico del restyling del vicolo. Non tutti dicono si, forse con alcuni ci vuole più tempo, ma Luigi ed Eleonora si mostrano subito entusiasti e, sfidando il freddo, lavorano per ore e ore senza sembrare mai stanchi.

Daniela spiega: “Io lo vivo questo vicolo, per anni l’ho tenuto pulito ma puntualmente, dopo poco, si era da capo. Mentre ricarico le macchine del self service spesso li osservo e cerco di capire questi ragazzi che si fermano lí per giornate intere, come se non avessero posto migliore in cui stare. E alcuni, additati come scalmanati, maleducati o peggio, mi hanno fatto riflettere e ho cominciato ad osservarli meglio e rapportarmi con loro per capire dove sta la differenza fra i bravi e disgraziati; ho capito che la differenza sta nelle umiliazioni e nei dolori che alcuni si portano dentro, ho capito che rivolgersi a loro come se fossero ragazzi di serie B, non serve né a chi, andando per la sua strada riceve gesti inappropriati, né tantomeno a questi giovani che invece han solo bisogno di essere ascoltati, rincuorati e perché no, puniti.

Alcuni di loro hanno un cuore grande, un cuore rotto da sofferenze che noi non conosciamo, un cuore che non trova pace e occhi tristi che cercano altri occhi disposti a guardarli.
Luigi ed Eleonora sono così. Ragazzi ‘sbagliati’ a detta di molti.

Un giorno sto rifornendo le mie macchinette e sento una musica, esco e vedo questo ragazzo che con orgoglio mostra agli amici la sua invenzione: una bici con impianto stereo. Io, entusiasta per natura, mi avvicino e gli faccio i complimenti. Mi faccio raccontare, lo gratifico e lui ne è felice. Da quel momento si instaura un rapporto di rispetto e stima reciproci. Dopo l’ uscita dell’articolo sul degrado di vicolo Centauro e su atti di maleducazione verso i passanti, per i quali li ammonisco, propongo loro di ritinteggiarere il vicolo.

Ed eccoli, al freddo, con le mani ghiacciate e coi loro occhioni di bimbi, Luigi Berlingeri ed Eleonora Stramondinoli, eccoli al lavoro, instancabili e felici di sentirsi finalmente importanti per qualcosa, per qualcuno”.

Questo non è solo un articolo, questa volta è più una amara riflessione. È sacrosanto diritto, per un cittadino che cammina normalmente per via, non dovere subire atti di aggressività e maleducazione, ma non serve nemmeno urlare sul web cose davvero illeggibili. Oltre ai – j’accuse – di mala pancia ci sono a volte anche le vie del cuore, se le si vuole intraprendere. E poi ci sono le istituzioni, che di certo han letto i commentoni risolutivi sotto l’articolo che raccontava di un episodio sgradevole ai danni di una cittadina in vicolo Centauro.

La maleducazione, aggravata da atti impropri, va assolutamente bandita ed inderdetta, ci mancherebbe, ma non sarebbe male provare anche a spostare la tenda della rabbia di questi giovani con l’ interesse di capire cosa dietro si nasconde. Luigi ha voglia di lavorare e tanta, speriamo che qualche anima buona lo aiuti a trovare una occupazione che sarebbe una opportunità di ulteriore riscatto.

Ancora una volta la sensibilità di Daniela è un esempio, un monito e il più bel augurio di Natale per tutti noi. Il vicolo ora è bellissimo. Grazie a Luigi ed Eleonora. Grazie a loro.

Giovanna Anversa

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