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Luisa Sartori e Zigulì, con la
Santa Federici il teatro comunale
si colora di energia e sorrisi

Ancora un prezioso regalo di Natale, nel nostro bellissimo teatro di cui tutti noi andiamo fieri, fattoci da un cuore colmo, un cuore di donna. Quello di Luisa Sartori, davvero grandissimo.

CASALMAGGIORE – “Se Moreno potesse leggere o capire quello che ho scritto, avrebbe tutto il diritto di incazzarsi con me. Ma, per mia fortuna, non può leggere, perché è cieco. E neppure capire, perché la Zigulì che ha sotto i capelli gli consente di riconoscere soltanto le tre parole che servono per sopravvivere: pappa, acqua, nanna. Insomma, uno dei vantaggi di avere un figlio handicappato è che puoi permetterti di essere un idiota e di trattarlo anche male. E io mi concedo spesso questo vizio”.

Sono solo alcune delle parole taglienti del libro choc di Massimiliano Verga, insegnante di sociologia alla Bicocca, padre di tre figli uno dei quali, Moreno, è disabile grave. Un padre che racconta, senza veli, con parole forti, spietate, intercalando ironia e dolcezza, la rabbia e la frustrazione di vivere accanto a un figlio disabile, che al posto del cervello ha una Zigulì, la famosa piccola caramellina sferica. Zigulì è un libro intenso, è un libro vero, che mette a nudo sentimenti ed emozioni anche nelle loro peggiori manifestazioni, un libro che racconta, con la forza della verità, ciò che si scatena nell’intimo di un genitore, quando la vita gli pone una tale prova e che solo chi ha un figlio disabile può sapere. Non siamo abituati a una testimonianza che ci inchioda alla nostra fortuna di essere persone sane, Zigulì potrebbe essere una buona lettura da fare durante le feste.

Luisa Sartori, che lavora coi ragazzi disabili da qualche anno e che non smette di documentarsi, ieri sera nella splendida atmosfera del Teatro Comunale, ha portato in scena, insieme ai ragazzi della Santa Federici, uno spettacolo ispirandosi a questo libro. Sul palco, oltre ai ragazzi, primi protagonisti della serata, Emanuele Bernardelli, della Compagnia teatrale I Casalmattori, nei panni del padre, Denise Cominotti e Bobo Rivieri, i bimbi piccoli della scuola di Luisa e il suo fedelissimo staff a fare da cornice ad un carosello di musica, danza aerobica,colori, talento, energia, tenerezza e umanità.

Tutti ormai conosciamo di Luisa il binomio sensibilità/forza, la tenacia, l’andare sempre avanti, il migliorarsi ogni volta, la voglia di cogliere le sfide, di evolversi e di non fermarsi mai, ma soprattutto la volontà di fare, di una professione che ama e che pratica instancabilmente, un mezzo per unire, condividere, donare momenti di allegria. E poi c’è il teatro, che con la sua magia rende tutto possibile; il teatro è il treno della felicità in cui pubblico e attori si annusano, si conoscono, riflettono, sognano, ridono, piangono insieme….. si fondono. Non ho mai pensato che il teatro sia una finzione, anzi, lo vedo piuttosto come il luogo della verità assoluta e pura, in cui ciascuno può essere davvero sé stesso: uno, nessuno e centomila. Quale luogo migliore, per eliminare lo stigma, per azzerare la distanza, per non cogliere più la diversità perché non è di diversità che si tratta bensì di unicità. Ognuno di noi è unico nel suo sentire e nel suo manifestarsi e uguale nel diritto a una vita degna, tutti lo sappiamo anche se spesso lo dimentichiamo. Ieri sera Luisa, col suo lavoro, ce lo ha ricordato, ieri sera non abbiamo visto esibirsi ragazzi disabili ma bravi artisti.

Ancora un prezioso regalo di Natale, nel nostro bellissimo teatro di cui tutti noi andiamo fieri, fattoci da un cuore colmo, un cuore di donna. Quello di Luisa Sartori, davvero grandissimo.

Giovanna Anversa

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