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La scuola Marconi di Casalmaggiore
con l'Università di Modena e
Reggio per un progetto antibullismo

La richiesta è giunta, hanno spiegato gli organizzatori dell’università, in primis dalla scuola, perché vengano portati avanti progetti in favore della riduzione del pregiudizio e per facilitare l’inclusione già tra i banchi di scuola.

CASALMAGGIORE – Un progetto partito dall’Università di Modena e Reggio Emilia che ha trovato terreno fertile a Casalmaggiore, presso la scuola elementare Marconi. Un percorso contro il bullismo, per aiutare soprattutto a prevenire, e per favorire nei più piccoli la capacità di conoscere l’altro e di interagire senza prevaricare. Favorendo prima di tutto il dialogo.

Presso la scuola Marconi nei giorni scorsi si è tenuta una delle tappe di questa ricerca, che coinvolge in generale bambini dalla prima alla terza elementare e che vede come tramite tra la scuola casalese e l’Università (con RimiLab del corso di Scienze Umane) il docente Loris Vezzali e Antonello Livrieri. La richiesta è giunta – hanno spiegato gli organizzatori dell’università – in primis dalla scuola, perché vengano portati avanti progetti in favore della riduzione del pregiudizio e per facilitare l’inclusione già tra i banchi di scuola.

Conoscere gli episodi di bullismo aiuta a prevenirli ed è per questo che il progetto, mediante la costruzione di fiabe o storie con i bambini che sono divenuti soggetti stessi di questi racconti, ha aiutato a identificare elementi e contenuti tipici di un atto di bullismo, anche in embrione, rendendosi conto che trascurare i primi sintomi e le potenzialità di un gesto può portare a conseguenze più estreme. I bambini, divisi in gruppi, hanno a turno interpretato tre ruoli: il prepotente (o bullo), la vittima e lo spettatore passivo, perché creare una coscienza critica, in questo caso, significa stimolare la capacità di segnalare e reagire pure quando si osserva da fuori e non solo quando si è parte in causa.

Come gli insegnanti incaricati di seguire il progetto hanno dimostrato e spiegato, spesso i bambini si sono rivelati dispiaciuti in modo sincero per uno sgarbo fatto ai compagni, che magari inizialmente non era stato inteso come tale, una volta che gli stessi hanno capito a quale deriva tale situazione poteva portare. Un percorso che va avanti, ovviamente, e che ha avuto proprio a Casalmaggiore una sorta di numero zero, capace di fare scuola pure in altri istituti.

Giovanni Gardani

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