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Sbolzani, l'albero di Natale
a Rivarolo del Re è
un invito a stare "Insieme..."

“La mano che ha illuminato l’albero - scrive sempre Monteverdi, offrendo la sintesi estrema dell’albero solitario di Rivarolo del Re - ha ignorato l’aspetto decorativo, che lo veste, per rivestirlo invece di un senso. Stare insieme è condividere e partecipare”.

RIVAROLO DEL RE – Più che un albero di Natale, a Rivarolo del Re sembra ormai essere diventato una sorta di stella cometa. Immancabile, sopra la porta di casa dell’artista casalasco Francesco Sbolzani, creativo inventore di pezzi di design – instancabile quando si tratta di suggerire accostamenti e simbologie – spunta un albero molto particolare, al tempo stesso artistico e ispiratore.

Quest’anno il messaggio è un invito all’unità di intenti, della quale proprio la terra casalasca, dopo un 2018 particolarmente difficile sotto molti punti di vista, ha più che mai bisogno. “Insieme…” è la scritta, molto semplice, che compare sotto l’albero in via Co’ dè Vanni, che fa seguito agli altri messaggi che, nel corso degli ultimi anni, si sono succeduti sempre in quella strada del paese, dove Sbolzani vive con la figlia Vanna.

Ad affiancarsi all’opera, che cambia sfumature cromatiche dal giorno alla notte, per chiunque si avvicini, vi è pure una sorta di recensione critica, da parte di Luciana Monteverdi, professoressa di Casalmaggiore, che così spiega l’intento di Sbolzani: “La cometa dell’albero guida al significato della parola “Insieme”: c’è ancora chi invia un messaggio a Natale, chi accende una luce, nonostante tanta distrazione e indifferenza. Da un angolo sperduto di pianura, piuttosto che da una piazza frastornata di traffico e luci di città”. Un modo, quasi, per fare risaltare ancora di più quella luce in mezzo al buio.

“La mano che ha illuminato l’albero – scrive sempre Monteverdi, offrendo la sintesi estrema dell’albero solitario di Rivarolo del Re – ha ignorato l’aspetto decorativo, che lo veste, per rivestirlo invece di un senso. Stare insieme è condividere e partecipare”. Non solo a Natale, aggiungiamo noi.

G.G.

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