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Rifiuti, Casalmaggiore all'80%
di differenziata. TARI, non
dovrebbero esserci variazioni

Diciamolo subito, le tariffe non sono ancora state fissate per una ragione 'tecnica'. Alcuni parametri sono fissati nella Finanziaria, in itinere in Parlamento

CASALMAGGIORE – Aumentano i rifiuti differenziati raccolti, e diminuiscono i siti per il conferimento per l’indifferenziata, con aumento di costi. Casalmaggiore resta un comune ‘abbastanza’ virtuoso da questo punto di vista. Questo, in sintesi, quanto emerge dalla relazione di Casalasca Servizi fatta in Consiglio Comunale nell’ambito del punto che prevedeva l’approvazione del Piano Finanziario della TARI.

Diciamolo subito, le tariffe non sono ancora state fissate per una ragione ‘tecnica’. Alcuni parametri sono fissati nella Finanziaria, in itinere in Parlamento per cui sino a quando non verranno fissati con esattezza non sarà possibile avere le quote esatte. Da una proiezione di Casalasca però, e nonostante tutto, non dovrebbero esserci cambiamenti rispetto all’anno scorso.

A parlare per primo il neo presidente di Casalasca Servizi Francesco Scaramozzino. “Prima di entrare un attimo nel dettaglio di quelli che sono i numeri del Piano finanziario dei nostri rifiuti – ha spiegato Scaramozzino – faccio una piccola premessa, un piccolo cappello introduttivo. Da quelli che sono i dati connessi alla raccolta rifiuti nel nostro comune abbiamo registrato un leggero incremento in quella che è la produzione dei rifiuti rispetto alla annualità precedente, di contro questo incremento nella produzione rifiuti ha visto anche un ulteriore incremento di quella che è la percentuale della raccolta differenziata che andiamo a realizzare. Da una percentuale di raccolta differenziata del 78,1% siamo giunti a una percentuale di raccolta del 80,1%.

Proprio per le problematiche connesse ai maggiori rifiuti comunque prodotti (un trend confermato a livello nazionale) e ai siti di conferimento che sono rimasti gli stessi, è aumentato anche il costo del conferimento dell’indifferenziato:  “Siamo passati – ha spiegato Scaramozzino – da un costo nel piano economico finanziario 2018 di €95 a tonnellata a €115 a tonnellata. Quindi abbiamo avuto un incremento del 21,5% circa. Un altro parametro degno di nota è l’incremento del costo di smaltimento connesso agli ingombranti: in questo caso siamo passati da €170 a tonnellata €210 a tonnellata. Per quanto riguarda il costo di smaltimento della frazione secca stiamo cercando di trattare sul prezzo trattando opportunamente con gli impianti di conferimento. Di conseguenza Ci aspettiamo di riuscire ad attenuare quella che la previsione di costo diverso”.

“A Casalmaggiore – ha proseguito il presidente – non si è verificato quello che è successo in altre in altri in altri comuni soci di di Casalasca, cioè non si è verificata la contemporaneità di incremento di costo e incremento della produzione della tipologia di rifiuto. Fortunatamente a Casalmaggiore abbiamo questo incremento di differenziata che ci consente un po’ di calmierare quelli che sono i costi connessi allo smaltimento dei rifiuti. I costi dello smaltimento stanno aumentando perché la produzione di rifiuti continua ad aumentare però questo continuo incremento di rifiuto non trova sbocco in una congrua possibilità di smaltimento. I siti in cui è possibile smaltire e non seguono questo incremento. Questi siti sono di proprietà privata e di conseguenza seguono le logiche del mercato privatistico. Cercano di massimizzare quelli che sono i loro i loro utili quindi potremmo ritrovarci nella condizione paradossale di prezzi alle stelle e obbligo di conferimento questi impianti”.

Dopo Scaramozzino ha parlato l’ingegner Filippo Bertolotti che ha fatto la vera e propria relazione tecnica: “Non approviamo questa sera le tariffe – ha spiegato l’ingegnere – ma vi possiamo comunque anticipare che da una simulazione già svolta per valutare quelli che comunque potevano essere gli impatti si è arrivati alla soluzione che le tariffe rimarranno pressoché invariate per l’anno 2019 a fronte di un aumento del valore del Piano economico finanziario, che passa da € 2500000 dell’anno scorso a € 2573000. C’è comunque un mantenimento delle tariffe in quanto la banca dati è aumentata, cioè la base imponibile. L’attività di accertamento che come sapete è qualche anno che è in corso ha portato dei discreti risultati. Con l’aumento delle utenze, perché poi c’erano anche delle utenze non registrate che sono state appunto registrate e quindi hanno aumentato la base imponibile. Ha già parlato il presidente degli aumenti, dei costi di smaltimento posso già anticipare che sul secco in preventivo a €115 riusciremo ragionevolmente a fissare il prezzo tra i 102 e 103 €. Oggi non possiamo definire la cifra precisa però giocheranno a favore gli introiti recuperati. Quest’anno i rifiuti sono aumentati, e sono aumentati a Casalmaggiore come sono aumentati un po’ ovunque almeno nei comuni gestiti da casalasca. In ogni caso sono stimati in linea con i rifiuti del 2016. Quindi niente di straordinario: le maggiori cause di aumento spesso sono ad esempio i rifiuti dovuti a verde e ramaglie perché dipendono molto dalla stagione: quest’anno la stagione è stata strana tra pioggia e sole e quella tipologia di rifiuto è aumentata e incide abbastanza notevolmente sulla quantità totale di rifiuto. Siamo intorno al 20% delle tonnellate prodotte su questa tipologia. In ogni caso la differenziata si attesta attorno al 80% quindi i risultati sono ottimi tra l’altro nella relazione scrivo che sinceramente non c’è più necessità di spingere in questa direzione, che non vuol dire smettere di fare la differenziata assolutamente.

L’80% è quasi un limite ma bisognerà passare a sensibilizzare le utenze sul fatto di non produrre rifiuti e di diminuire la produzione di rifiuti alla fonte tramite riutilizzo, tramite l’acquisto di prodotti con meno imballaggio e atteggiamenti virtuosi di questo tipo. L’altra parte molto importante riguarda la copertura gli anni precedenti perché chiaramente al di là di quello che viene previsto. Per quanto riguarda il 2017 c’è stata copertura al 100% dei costi previsti. Anzi c’è un esubero di circa €50000 Quindi questi soldi aiutano quest’anno e aiuteranno negli anni futuri a tenere calmierate le tariffe o a coprire parte degli insoluti residui degli anni precedenti, invece che inserirli e farli pagare alle utenze. Per quanto riguarda l’andamento dell’accertamento e della riscossione dei crediti degli anni precedenti abbiamo avuto un notevole introito dalle ultime attività sia di accertamento che punto di sollecito bonario relativo agli anni 2014-2015-2016”.

Dopo le relazioni si è aperto il dibattito. Il primo ad intervenire è stato il Consigliere Orlando Ferroni che ha chiesto lumi sulla – secondo lui – scarsa incidenza delle cifre introitate per la raccolta di plastica e carta e sull’opportunità di puntare sui compattatori per la raccolta della plastica. L’ingegner Bortolotti ha spiegato che il prezzo della plastica, ma soprattutto della carta, si è notevolmente abbassato. Casalasca da sempre ha fatto la scelta di rivolgersi ai consorzi e non al mercato privato per cercare di avere cifre che non subissero notevoli oscillazioni. Una scelta lungimirante – come ha spiegato Bertolotti – per non ritrovarsi magari a fare i conti con anni floridi ed anni di magra. Anche sui compattatori la scelta è stata chiara: ogni compattatore costa mediamente attorno ai 15 mila euro: “Ben vengano le scelte dei privati che vogliono accollarsene per motivi pubblicitari il costo, ma per Casalasca sarebbe una spesa che non consentirebbe il ritorno economico”.

Subito dopo ha parlato Calogero Tascarella (CNC) che ha ricordato come permangano sul territorio problemi irrisolti, dalla discarica a cielo aperto di via Cairoli alla spazzatura abbandonata lungo i fossi. Casalasca ha ricordato che il compito di accertare le violazioni sia demandato alle forze di pubblica sicurezza e che comunque – ove nei sacchi si riscontrino documenti o carte capaci di far risalire ai responsabili – si è intervenuti con le sanzioni. Quello che Casalasca può fare (è fa) è sanzionare chi non fa la raccolta, chi cioé e senza un motivo, non conferisce mai secco. “Rispetto ai 9 euro che paga chi fa la differenziata a chi non conferisce mai il secco vengono fatti pagare 25 euro, e la cifra introitata va a coprire le raccolte di rifiuti abbandonate”.

Pierluigi Pasotto (CNC) si è detto soddisfatto del servizio e contento dell’80%. “Ritengo che adesso occorra cercare di limare le disfunzioni del sistema. L’abbandono dei rifiuti in primo luogo”. La sensibilizzazione va fatta a valle, già all’atto della spesa. “Penso che si debba andare verso una differenziazione ed un gesto premiale verso le attività virtuose”. Pasotto ha chiesto una campagna di sensibilizzazione ad un grosso impegno anche di Casalasca sulla riduzione degli imballaggi. “Una volta che un servizio funziona è giusto darne atto”. Il consigliere ha anche chiesto lumi sull’illuminazione pubblica e sull’Ufficio Bandi che fa capo a Casalasca. Bertolotti ha spiegato che non è facile incidere sulla grande distribuzione. Non è neppure possibile premiare le attività virtuose, perché è un percorso piuttosto complicato perché richiederebbe misurazioni puntuali che andrebbero ad incidere notevolmente sui costi. Bisogna intervenire più in alto, sull’incidenza della tassazione sugli imballaggi. Sull’illuminazione pubblica è stato il sindaco Filippo Bongiovanni a spiegare che nonostante si fosse votato il cambio di statuto per la gestione dell’illuminazione pubblica la complessità della normativa Madia ha sconsigliato di proseguire su quella strada. “E’ un paio di mesi che ci stiamo incontrando con società legate comunque a Casalasca che stanno indagando sul territorio per fare un project financing”. A gennaio l’incontro per sapere se il progetto potrà andare in porto o meno. L’ufficio bandi ha 19 comuni aderenti e c’è una quota annua (4000, 6000 e 10000 euro a seconda del numero degli abitanti). “Una quota fissa che da diritto a presentare tutte le richieste di finanziamento che si vuole”. Bertolotti ha spiegato a grandi linee il funzionamento dell’ufficio Bandi.

Francesco Ruberti ha affermato che “Di Casalasca dobbiamo andare orgogliosi” ed ha poi voluto rendere merito all’App EcoCity di essere un ottimo strumento per la gestione delle varie situazioni, avendola provata in maniera positiva. “Funziona benissimo, dà l’opportunità di sapere cosa bisogna mettere fuori e chiarisce la differenziazioni dei rifiuti”. Lo stesso Ruberti ha pure chiarito la gestione delle luci votive. “Chiarite non solo col comune, ma pure con Casalasca chi deve fare cosa, e per quanto riguarda i cittadini, non abbiate paura a segnalare i problemi direttamente alla fonte”.

Nazzareno Condina

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