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Il ponte, l'attesa e finalmente
i lavori: le immagini esclusive
dal cantiere di Mezzano Rondani

Lunedì verranno creati, ci viene spiegato, i grandi solchi nei quali andranno piazzati i puntelli in acciaio, veri e propri portali, che sosterranno dal basso il ponte nella zona golenale, ossia su terra. GUARDA LA FOTOGALLERY E IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

MEZZANO RONDANI – E’ la domanda che tutti, dalla sponda Casalasca del fiume Po, si sono posti, a ripetizione, in questi giorni: i lavori al ponte stradale, chiuso dal 7 settembre 2017, sono partiti? La risposta, finalmente, è affermativa: è vero che da Casalmaggiore è praticamente impossibile notare movimenti, ma camminando dalla stazione di Mezzano Rondani, dove arriviamo traversando il Grande Fiume per mezzo del treno, e costeggiando proprio il ponte, ecco che il cantiere si nota.

I cartelli erano stati posizionati alla fine di dicembre, anticipando la pausa di Natale, per dare un segnale. I lavori da quasi 3,5 milioni di euro, con 6 milioni giunti dal Ministero delle Infrastrutture, sono invece iniziati giovedì scorso, dunque da una settimana. Al momento la ditta Coimpa e la Micheli Primo Officine, che hanno vinto l’appalto per i lavori come raggruppamento temporaneo di imprese, stanno delimitando il cantiere. Due le operazioni: da un lato la posa di un maxi recinto che crei appunto il confine riservato agli operai che stanno lavorando; dall’altro invece, e prima di tutto, la creazione di un sentiero, ottenuto allargando quello già presente per i mezzi agricoli, che consenta il passaggio dei mezzi pesanti come ruspe e camion. Poco più in là, dietro la siepe artificiale arancione creata dagli operai un trattore continua a marcare il suo terreno: come a dire che la vita va avanti.

Lunedì verranno creati, ci viene spiegato, i grandi solchi nei quali andranno piazzati i puntelli in acciaio, veri e propri portali, che sosterranno dal basso il ponte nella zona golenale, ossia su terra: questo prevede il progetto dell’ingegner Fabio Scaroni, scelto dalla Provincia di Parma per eseguire la riqualificazione e il risanamento conservativo-provvisionale del ponte stesso. Direttore dei lavori è l’ingegner Davide Pisana, direttore del cantiere invece l’ingegner Paolo Manfredi, responsabili della sicurezza sono gli ingegneri Fabio Scaroni ed Emanuele Spaggiari, con Gabriele Annoni ed Elisa Botta della Provincia di Parma che ricoprono il ruolo rispettivamente di dirigente del servizio e di responsabile del procedimento.

Questa operazione sarà quella che durerà più tempo, allungando i lavori e impegnando gli operai fino ad aprile. Successivamente si provvederà ai lavori in alveo (in cui saranno sfruttati tiranti, non potendo utilizzare la stessa metodologia di rinforzo), che dureranno all’incirca un mese e termineranno, da cronoprogramma, a metà maggio. Nel mentre il tempo per il collaudo è stato ridotto da un mese a due settimane: ciò significa che nella prima settimana di giugno il ponte potrà effettivamente essere riaperto da un’attesa che, a quel punto, sarà di un anno e nove mesi.

Possibili inghippi? Le piene del fiume Po, per il momento scongiurate dato che il livello delle acque è anzi addirittura sotto la media per il periodo, e la giustizia, con la prima sentenza del Consiglio di Stato attesa per le prossime ore e quella successiva del Tar ad aprile. In questo senso, va detto, è molto difficile che le ditte ricorrenti (la Edilmecos e la Edil 2000) possano vincere, dopo che già la richiesta di sospensiva è stata respinta. Insomma, uno spiraglio di luce si vede: a Mezzani, in un paesaggio quasi lunare, qualcosa – che dopo così lunga attesa appare tantissimo – finalmente si muove.

Giovanni Gardani-Nazzareno Condina

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