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Progetto Clil, dal Mit di Boston
al Romani per insegnare
biologia e fisica in lingua inglese

La presentazione ufficiale ai ragazzi e ai media è giunta martedì mattina alla presenza della dirigente scolastica Maria Caterina Spedini e della responsabile del progetto professoressa Annunciata Camisani.

CASALMAGGIORE – Un esperimento partito quattro anni fa e ormai consolidato, che aiuta gli studenti delle classi quinte e anche della quarta del Liceo Linguistico del Romani a comprendere quello che sarà il futuro universitario, dopo la recente rivoluzione che spinge a seguire almeno una disciplina con lezioni in lingua straniera. Quest’anno a gennaio è partita la nuova esperienza che durerà in totale per tre settimane complessive, due delle quali ancora da esaurire. La presentazione ufficiale ai ragazzi e ai media è però giunta martedì mattina alla presenza della dirigente scolastica Maria Caterina Spedini e della responsabile del progetto professoressa Annunciata Camisani.

Ospiti del Romani per la presentazione e per le tre settimane previste, sono due ragazze di origine asiatica ma di nazionalità americana ospitate da due delle famiglie degli studenti dell’istituto di Casalmaggiore e che frequentano il terzo anno del prestigioso MIT, Massachusetts Institute of Technology, con sede a Boston. Appassionate e studiose di Fisica, Biologia e Scienze in generale, Christine Soh e Melody Tan stanno vivendo una trasferta formativa per loro stesse e per gli studenti con i quali si rapportano quotidianamente. Di fatto Christine e Melody, che hanno avuto modo di comprendere, nel confronto con i ragazzi del Romani, quanto il metodo di studio americano sia differente da quello europeo – sia a livello accademico, sia a livello di scuola superiore – affiancano le professoresse della scuola di Casalmaggiore in diverse classi, insegnando in lingua madre, ossia in inglese, la stessa materia, di stampo scientifico.

Il progetto MIT/CLIL, che vede la collaborazione con il prestigioso istituto di Boston, è esteso a livello nazionale ed è stato introdotto in Italia qualche anno fa, nel 2010 per la precisione, dal Ministero dell’Università e della Ricerca: inventato nel 1994 negli Usa, si tratta di un metodo di studio innovativo, che comprende l’apprendimento integrato di una materia insegnata appunto con una lingua differente da quella parlata dagli studenti. L’acronimo CLIL sta infatti per Content and Language Integrate Learning, ossia insegnamento integrato sia della materia di studio che della lingua. Una metodologia attiva nelle Università Italiane, come detto, con l’insegnamento di almeno una materia obbligatoria con questi strumenti, ma con la quale gli studenti del Romani possono imparare a familiarizzare già dall’ultimo anno di scuola superiore.

G.G.

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