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L'improvvisazione integra
E sul palco del Comunale di
Casalmaggiore dà pure spettacolo

Lo spettacolo, sostenuto dal comune di Casalmaggiore che ha concesso il teatro in forma gratuita e voluto fortemente dal Rotary Casalmaggiore Oglio Po, è la seconda esperienza consecutiva di messa in scena per questi ragazzi. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

CASALMAGGIORE – Il Teatro Comunale era gremito: e del resto il battage pubblicitario ha fatto tanto, ma ancora di più ha potuto la magia di questi ragazzi, della Cooperativa Santa Federici e de I Girasoli, che a Casalmaggiore hanno lavorato per mesi a questo spettacolo. In realtà nessun copione è stato seguito, ma con l’ispirata regia di Paolo Manici, è stato il pubblico stesso a scrivere di volta in volta il copione.

Lo spettacolo, sostenuto dal comune di Casalmaggiore che ha concesso il teatro in forma gratuita e voluto fortemente dal Rotary Casalmaggiore Oglio Po, è la seconda esperienza consecutiva di messa in scena per questi ragazzi, affetti da disabilità più o meno gravi. E in questa edizione si è avuto un’apertura ancora maggiore e più significativa, se è vero che sul palco sono saliti ragazzi in qualche caso in carrozzina, dunque con forti difficoltà a deambulare. Venti in tutto i ragazzi in scena, della Santa Federici, del centro I Girasoli, del Centro diurno disabili, del Centro socio educativo, del progetto Dopo di noi, più altri ospiti seguiti ad personam.

Prima del via i saluti sono giunti da Marzio Somenzi per il Rotary Casalmaggiore Oglio Po, dal sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni, da Alessandro Portesani presidente della Santa Federici, da Franco Vacchelli presidente della Fondazione Busi che gestisce I Girasoli, da Massimo Dester, vicepresidente di Fondazione Comunitaria che ha appoggiato l’iniziativa, e da Maurizio Mantovani, governatore del Distretto 2050. Dopo di che, prima di alzare il sipario, il regista Paolo Manici e Cristina Cirelli, vera e propria anima della Santa Federici e coordinatrice di queste iniziative, hanno illustrato brevemente e simpaticamente il lavoro che è stato svolto nei mesi.

Spiegando che, in realtà, lo spettacolo di sabato sarebbe stato unico nel suo genere e non ripetibile. Perché a dettare linee guida e trama de “L’improvvisazione integra 2.0”, questo il titolo, è stato il pubblico: i ragazzi sul palco, sospinto dal calore di platea e palchi gremiti, hanno dato il massimo, non dimenticando pure passaggi comici e irresistibili, in qualche caso insospettabili ma sempre spontanei. Da lì, per oltre un’ora e mezza, è stato un crescendo di improvvisazione, risate, applausi. E tanto cuore. Quello di chi ha organizzato, degli educatori che si sono messi in gioco sul palco – spesso con più timore dei ragazzi stessi -, di chi ha riempito il teatro per un sabato sera decisamente diverso da tutto. E per questo da vivere fino in fondo.

Giovanni Gardani

 

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