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Rapporto Pendolaria, tre
linee cremonesi "inguaiate":
due toccano l'Oglio Po

"Già l’anno scorso avevamo sottolineato quanto la situazione fosse arrivata al limite per la congestione delle linee, in un sistema ferroviario troppo stressato. Ad oggi però non sembra che gli interventi correttivi si stiano dimostrando efficaci".

Tante cose da rifare e tante mancanze sulle linee cremonesi: il nuovo rapporto Pendolaria 2018 di Legambiente, 11esima edizione, fotografa una situazione tutt’altro che rosea. A partire dalla riduzione del servizio operata nel corso dell’anno passato, con l’entrata in vigore del nuovo orario invernale, “dove si contano oltre 150 treni soppressi e/o sostituiti con bus” evidenzia l’associazione ambientalista. Tra le modifiche più significative al servizio si annoverano proprio quelle che ricadono sulle linee cremonesi: la Brescia-Cremona, la Milano-Cremona-Mantova, la Brescia-Casalmaggiore-Parma, che cessano di essere operative e vengono sostituite da bus. Accanto a queste, la Milano-Lecco-Sondrio, la Pavia-Stradella, la Pavia-Alessandria, la Pavia-Vercelli, la Pavia-Codogno, la Iseo-Rovato e la Seregno-Carnate.

Pendolaria individua quindi le linee che necessitano urgentemente di interventi: neanche a dirlo, tra queste la Milano-Codogno-Cremona-Mantova, che necessita urgentemente del raddoppio. “La linea Milano-Codogno-Cremona-Mantova è una delle peggiori della Lombardia, nonostante un leggero miglioramento nella qualità del materiale rotabile utilizzato in questi ultimi anni come su altre linee” si legge nel rapporto. “Il problema principale è che si tratta di 151 km, di cui 60 a doppio binario e ben 91 a semplice binario. Questa tratta che conta oltre 12mila pendolari giornalieri collega le due città a Milano con pochissimi treni diretti giornalieri, quasi sempre in ritardo e sovraffollati”.

Come se non bastasse, ci sono i tempi di percorrenza, che “da Mantova per Milano sono di 2 ore e 10 minuti, con alcune corse piú veloci che impiegano 1 ora e 50 minuti, mentre da Cremona i tempi sono di un’ora e 10 minuti, come 40 anni fa” si legge. “A complicare le cose ci sono le decine di passaggi a livello, che minano le sicurezza di circolazione dei treni e rendono assai critica e difficoltosa la marcia degli stessi”. Questa linea è quindi interessata a un progetto di raddoppio selettivo, “per rendere più veloce il tragitto dei convogli sullaMantova-Codogno, mentre il raddoppio della tratta Piadena-Mantova è al momento l’unico finanziato, ma  preoccupa in particolare la recente decisione di Trenord di tagliare le corse con meno di 50 passeggeri e sostituirle con gli autobus” sottolinea l’associazione. “La razionalizzazione interessa quindi anche la tratta Mantova-Cremona-Codogno particolarmente negli orari serali, allontanando in questo modo i lavori di raddoppio.

Altro intervento prioritario, per Legambiente, è il ripristino del servizio sulla linea Piacenza-Cremona. Questa linea è infatti chiusa dal 2013 in seguito ai tagli effettuati dalla Regione. “Lunga 31 chilometri con le stazioni intermedie di Caorso, Monticelli e Castelvetro, la linea venne ritenuta il classico ramo secco nonostante di recente elettrificazione e dotata di tutti i sistemi di sicurezza a cominciare dal dispositivo Scmt che consente di controllare la marcia dei treni a distanza” spiega il rapporto. “Occorre ripristinare il collegamento al piu’ presto vista l’importanza di una linea elettrificata che costituiva una valida alternativa per gli spostamenti tra due Regioni”. Soprattutto considerando che “i tempi di percorrenza dei bus sostitutivi sono superiori di 20/30 minuti rispetto a quelli del treno, ne impiegano 50 rispetto a nemmeno mezz’ora con il treno, per questi motivi è fondamentale riaprire la linea con passaggio di treni nuovi e un’offerta di servizio competitiva”.

«Già l’anno scorso avevamo sottolineato quanto la situazione fosse arrivata al limite per la congestione delle linee, in un sistema ferroviario troppo stressato. Ad oggi però non sembra che gli interventi correttivi  si stiano dimostrando efficaci – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia –. I comitati pendolari, che ringraziamo per il costante e tenace monitoraggio delle proprie linee, lamentano disservizi e treni soppressi nelle fasce orarie più affollate della mattina dalle 6 alle 8 e della sera dalle 18 alle 20, troppo spesso senza avvisi o servizi sostitutivi, situazioni che si ripetono frequentemente rendendo il viaggio verso il luogo di lavoro e il ritorno a casa una vera Odissea, in particolare sulle linee secondarie».

Ultimo ma non meno importante tra gli interventi che riguardano il nostro territorio, e in particolare il fronte casalasco, è l’ettrificazione della linea Brescia-Parma, che transita da Piadena. “Sui 92 km di binari della linea Brescia-Parma, ancora non elettrificati, corrono solamente 12 coppie di treni giornalieri” si legge nel rapporto. “Sono numerose le lamentele dei pendolari, relative all’insufficienza delle corse ma anche perché si tratta di una linea che versa da diversi anni in una condizione di abbandono: tra le 25 lombarde è quella che ha avuto gli indici di affidabilità più bassi negli ultimi anni ed il materiale rotabile ha un’età media superiore ai 30 anni”. All’intervento di elettrificazione, “andrà affiancato l’acquisto di nuovi treni a trazione elettrica per un costo di circa 80 milioni di euro, per 10 nuovi convogli a quattro carrozze”.

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