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Emanuele Archenti, il 'Ranger'
dell'Ipersimply: "Nei supermercati
sparisce di tutto"

"Chi è abituato a vivere di questi espedienti lo fa quasi sicuro di restare impunito. Alcune delle facce sono ormai note, e nonostante questo i piccoli furti continuano. Ed il problema, ripeto, spesso non è la necessità"

COGOZZO – Quando si fanno i conti poi tutto viene a galla. Quel che entra è sempre meno di quel che poi esce. Piccoli furti, qualche volta forse figli della necessità, altri ancora figli della furbizia di gente senza alcun scrupolo. Se vieni scoperto alla fine paghi o lasci giù la merce e te ne vai. All’IperSimply di Cogozzo l’ultimo tentativo di ‘furto’ scoperto risale a venerdì scorso. E’ Emanuele Archenti, addetto alla vigilanza ed al Controllo Accessi dei Rangers Servizi Fiduciari, a raccontarcelo.

“Erano le 20 – spiega – e alla cassa si è presentata una coppia di Italiani con due carrelli. In uno c’era tutto scatolame, nell’altro tanti sacchetti di ortofrutta. La cosa mi ha messo subito in allerta, ormai un po’ di esperienza l’ho maturata dopo 5 anni sul campo. Insieme alla cassiera e in mia presenza, è stato ripesato sacchetto per sacchetto e tutti pesavano meno del loro contenuto. Erano riusciti a portare via 51 euro di ortofrutta. Soldi che alla fine hanno pagato. Ma lo rifaranno, perché se va bene te ne vai, e se non va bene al limite paghi. Sull’ortofrutta non c’è il reso, sei costretto al pagamento per non rischiare la denuncia”.

Non è solo la crisi che morde. Qualche volta lo è, ma sono più spesso i casi in cui ad essere portati via sono beni non di prima necessità: “Nel periodo festivo ci hanno portato via otto bottiglie di Champagne. Rubano profumi. Ci sono i ladri seriali, ormai alcune sono facce note. C’è qualcuno che ruba per bisogno ma sono tanti quelli che lo fanno sicuri di farla, in un modo o nell’altro, franca. Li trovi con merce asportata, la lasciano lì, o la pagano, e poi tornano. Anche noi abbiamo le mani legate. Interveniamo, ma dobbiamo anche prestare molta attenzione per non prenderci una denuncia. Qualche tempo fa seguivo una ragazzina del 1997, italiana del luogo. Avevo visto che aveva messo nella borsetta qualcosa. Era attenta a quel che nascondeva, prendendo prodotti senza l’antitaccheggio. Tutte cose inutili, nella borsetta aveva messo una seppia anche dei petardi. Ho aspettato che per un attimo fosse disattenta per mettere una placca antitaccheggio sul carrello e fare suonare l’allarme. Ma in questi cinque anni mi è capitato di vedere di tutto. C’è un signore che di tanto in tanto fermo che è abituato a prendere l’affettato e a nasconderselo dietro alla schiena”.

Il problema c’è, ed è reale: “La legge comunque tutela molto di più chi porta via la roba che chi fa i controlli. Ogni anno i supermercati mettono in conto una percentuale di merce asportata senza essere pagata. E sono cifre non da poco. Se conti che una bottiglia di Champagne costa 54 euro, fai pure i calcoli. I liquori sono una delle merci preferite, ma poi sparisce di tutto. Noi possiamo fare ben poco. Io volevo segnalare il problema e spiegare che siamo arrivati al punto di non ritorno. Inaspriremo i controlli e procederemo alla denuncia: oggi chi ruba sa che bene o male sono più le volte che riesce a farla franca e chi è abituato si gioca la carta del pagamento, o la roba la lascia poi lì. Quando c’è uno come me le cassiere possono godere di maggior sicurezza, ma non sempre è così. E a volte le cassiere, per questioni di sicurezza, anche se si accorgono di qualcosa se non c’è nessuno lasciano perdere. In fondo neppure loro sanno chi hanno di fronte. La soluzione sarebbe quella di un inasprimento delle pene, ma anche di una legge che ci offra maggior tutela. Se fermo qualcuno davanti a tutti e poi non ha nulla, quel qualcuno potrebbe poi denunciarmi. A volte chi ruba si accorge che lo sto seguendo ed abbandona la roba negli altri reparti, poi corro il rischio di fermarlo senza che abbia niente o se, messo di fronte ai fatti, magari spiega che aveva sbagliato a prendere alcune cose e poi le aveva messe giù”.

“Chi è abituato a vivere di questi espedienti lo fa quasi sicuro di restare impunito. Alcune delle facce sono ormai note, e nonostante questo i piccoli furti continuano. Ed il problema, ripeto, spesso non è la necessità. Per necessità porti via poco, e cibo. Nessuno ha necessità di liquori eppure le bottiglie spariscono. Noi non possiamo far altro che fare il nostro mestiere e rafforzare la vigilanza. Ed è quello che faremo”.

N.C.

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