Cronaca
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Il bus è stipato, studenti a rischio e genitori infuriati: "Dio non voglia che succeda qualcosa..."

“Se per causa dell'azienda trasporti dovesse accadere qualcosa ai nostri figli, non ci faremo riguardi: vi perseguiremo con tutti i modi che la legge ci consente. La misura è colma” promette il genitore che ha portato avanti la segnalazione.

CASALMAGGIORE – Non vi sono soltanto i problemi legami ai treni, con i ritardi quotidiani e le soppressioni o le cancellazioni. Per gli studenti del Casalasco non va meglio nemmeno sui bus di linea, che in qualche caso, come sappiamo, vanno proprio a sostituire i treni nella revisione del piano complessivo studiato da Trenord.

A riportare l’episodio è il genitore di uno studente di Casalmaggiore che va a scuola a Cremona e dunque, in assenza di treni diretti (il cambio, in questo caso, è a Piadena) preferisce l’autobus che giunge direttamente nella città del Torrazzo. “Anche oggi i nostri studenti sono arrivati a Casalmaggiore stipati come sardine” scrive il genitore, che poi precisa: “Molti hanno viaggiato in piedi e questa situazione evidenzia una potenziale pericolosità non di poco conto”.

Il caso più eclatante che potrebbe verificarsi è quello di una frenata improvvisa o brusca, che può naturalmente capitare e che mette a rischio l’incolumità fisica degli studenti stessi, qualora si verifichi il fenomeno del sovraffollamento, purtroppo abbastanza frequente su quella tratta. Una eventualità nemmeno così remota. “Mi chiedo – si domanda ironicamente, ma non troppo, il genitore in questione – se sia così difficile programmare i mezzi in funzione delle presenze medie. Che, per altro, sono facilmente prevedibili, come ben noto a chi viaggia o ha viaggiato in passato, come il sottoscritto”.

In effetti l’orario di punta è quello dell’arrivo a scuola, dunque prima delle 8, e quello dell’uscita, che solitamente va dalle 13 alle 14.30, a seconda degli indirizzi di studio. In buona sostanza non sarebbe male rinforzare, o con bus più capienti oppure aggiungendo un bus in più magari a breve distanza temporale, proprio quei momenti della giornata. Da rimarcare l’episodio avvenuto un paio di settimane fa, quando ben tre pullman erano in attesa fuori dal piazzale della stazione ferroviaria di Cremona, ma nessuno di questi era diretto a Piadena e Bozzolo, con gli studenti, in quel caso residenti in altri comuni del comprensorio Oglio Po, costretti ad aspettare nel famoso “buco nero” di quasi due ore. Insomma una revisione degli orari sarebbe auspicabile.

Ma se da un lato si parla di malagestione o malaorganizzazione, dall’altra il problema è ancora più serio e, come visto, riguarda la sicurezza. La protesta non si ferma infatti alla richiesta ma minaccia di andare oltre. “Se per causa dell’azienda trasporti dovesse accadere qualcosa ai nostri figli, non ci faremo riguardi: vi perseguiremo con tutti i modi che la legge ci consente. La misura è colma” promette il genitore che ha portato avanti la segnalazione.

Giovanni Gardani

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