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Ospedale di Cremona,
una storia di buona
sanità: grazie a tutti voi

Lettera scritta da Elena Stanic

Buongiorno,

Nella notte fra il 19 e 20 dicembre ho avuto un’emorragia celebrale. Dopo un’iniziale ricovero all’Oglio Po per accertamenti, sono stata trasferita all’Ospedale Maggiore di Cremona. Lì sono stata presa in carico dal reparto di Neurochirurgia dove mi hanno subito stabilizzato con un drenaggio. Successivamente ho subito una craniectomia per risolvere un’aneurisma.

Fin qui i fatti, nudi e crudi, conditi di asettiche procedure mediche che fanno una certa impressione e incutono anche paura.

Ma io ho vissuto una realtà da paziente ben più ricca. Ricca di profonda umanità ed elevatissima professionalità, tanto che dopo 23 giorni di degenza avevo quasi paura di andare a casa, di non farcela senza i miei angeli custodi in camice bianco.

Ringrazio innanzitutto il Dott. Fioravanti e la sua equipe medica per aver proposto, concordato con me e la mia famiglia, ed eseguito magistralmente la migliore soluzione chirurgica per il mio caso – tenendo conto di tutte le possibili implicazioni future per garantire la migliore ripresa – e per l’attenzione quotidiana per il mio decorso post-operatorio.

Ringrazio poi di cuore gli infermieri del reparto di terapia subintensiva per la loro preparazione, la disponibilità e le attenzioni H24, ma soprattutto per la loro infinita umanità e per i piccoli gesti di gentilezza in una quotidianità fatta dii monitor e tubi, e scandita dai rituali di un reperto ad elevata criticità. Non solo nei miei confronti ma anche verso parenti e amici, preoccupati e provati. Con loro ho pianto e ho riso, ho festeggiato il Natale e il Capodanno, mi sono appoggiata sulle loro spalle, ho fatto i primi passi avanti nel mio recupero.

Ringrazio infine i gentilissimi infermieri e fisioterapisti che mi hanno assistito negli ultimi giorni di degenza e che mi hanno reso possibile tornare a casa sulle mie gambe.
In conclusione, nonostante un’episodio piuttosto drammatico, posso dire che la mia esperienza è stata più che positiva, tanto che i ricordi belli prevalgono su quelli brutti. Tutto questo grazie all’estrema umanità – oltre che alla più scontata professionalità – degli operatori sanitari che mi hanno assistita.

Perché non si può sempre parlare di “mala sanità”, è giusto dare una riconoscimento alla “buona sanità” quando la incontriamo sulla nostra strada di pazienti.

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