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I proverbi (e la bellezza)
salveranno Casalmaggiore:
prime idee per il rilancio

Una delle idee avanzate, proprio per riscoprire tradizione e sapienza del passato, è stata quella di un progetto legato alla diffusione dei proverbi tipici del Casalasco, promosso da Giuseppe Boles.

CASALMAGGIORE – Commercianti, ma anche esponenti storici della casalesità, Mirko Devicenzi, ad oggi presidente in pectore della Pro Loco e amanti dell’arte e della cultura. In generale della bellezza. Tutti uniti nella sede della Pro Loco, poco più di una quindicina di persone per il momento, per parlare del rilancio di Casalmaggiore, sempre più in crisi dal punto di vista commerciale per la chiusura del ponte, e non solo, e dunque da risollevare guardando al turismo e dintorni.

Tutto deve partire, è stato detto inizialmente, dalla riscoperta della storia e della cultura, appunto, di Casalmaggiore, perché un territorio che ha subìto, ultimamente, di tutto (si pensi, oltre al ponte chiuso, agli ormai atavici problemi legati al trasporto ferroviario e all’ospedale Oglio Po privato del Punto Nascite), non può più accettare di subire passivamente. Da qui la volontà di riscoprire le radici di Casalmaggiore e di mostrarle con maggiore orgoglio, facendone un vanto e un motivo di interesse anche per chi arriva da fuori. Quando si è parlato del trenino turistico Casalmaggiore-Sabbioneta, istituito negli anni scorsi durante la Festa della Zucca, è stato evidenziato come lo stesso passasse essenzialmente in mezzo a campi e campagne, senza alcun approfondimento legato alla storia di quella terra, la terra casalasca.

Una delle idee avanzate, proprio per riscoprire tradizione e sapienza del passato, è stata quella di un progetto legato alla diffusione dei proverbi tipici del Casalasco, promosso da Giuseppe Boles, che vorrebbe realizzare piccole targhe da apporre sui principali angoli di piazza Garibaldi, coinvolgendo anche le scuole. Ma oltre a questa iniziativa, altre potrebbero essere perfezionate, purché vi sia una coesione d’intenti da parte di più soggetti coinvolti: l’unione fa la forza è, per così dire, il motto principale emerso da questo incontro, perché restare slegati rischia di portare a flop o risultati poco positivi, come per esempio il mercatino del riuso, contestato da alcuni dei presenti perché, anziché abbellire, imbruttisce la piazza. Da evitare anche gli eventi in concomitanza tra centro e frazioni o tra le frazioni stesse, distribuendo meglio il calendario, richiesta già avanzata in passato ma spesso invano.

Tra i percorsi ideali e sui quali puntare, quelli che collegano Casalmaggiore alle bellezze attorno – si pensi a Sabbioneta, San Giovanni in Croce con Villa Medici, Colorno – creando un unico nucleo Oglio Po, forse mai davvero percepito, turisticamente, come tale. Ma anche percorsi naturalistici legati alla golena, alla navigazione sul fiume, alla cucina e pure alla riscoperta e riproposizione di episodi storici a volte sconosciuti che però hanno avuto Casalmaggiore protagonista. Se il patrimonio è limitato rispetto a quello di grandi città, è giunto il momento di fare rete davvero: questa la summa della serata di giovedì. Se ne parla da anni: sarà giunta la volta buona?

G.G.

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