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Viadana e Mantova,
frizioni e favori nell'analisi
storica di Dante Chizzini

E’ Dante Chizzini nella sua nuova fatica di ricerca letteraria “Luci e ombre nei rapporti tra Viadana e Mantova” a offrire questo viaggio nel tempo attraverso l’analisi di documenti, che possiamo definire additiones agli Statuti del tempo,
Nella foto Dante Chizzini

VIADANA – Chiudete gli occhi e scivolate con la mente indietro nel tempo, diciamo di qualcosa come sei o sette secoli. Immaginate l’Italia a quei tempi. Immaginate Viadana con la Signoria dei Cavalcabò che regna quelle terre e ne regola la vita con uno statuto. Siamo nell’anno 1352. E poi immaginate l’Imperatore Carlo V che promuove Mantova, con i suoi Gonzaga, a Ducato, e quindi Viadana, che sale di un gradino e si prende il Marchesato. Siamo già nell’anno 1530. Immaginate questi due vicini di cui uno, Mantova, attento ad affermare la propria supremazia, e uno, Viadana, duro nel volere ribadire la sua autonomia e specificità. Immaginate tutte le leggi, le ordinanze, le grida che all’epoca volevano disciplinare la condizione (di inferiorità) delle donne, le tasse, la lunghezza estenuante dei processi, la confusione derivante dalla sovrapposizione di leggi in contrasto fra loro.

E adesso aprite gli occhi. Quei problemi che avevate immaginato, sono stati risolti. O quasi. E’ Dante Chizzini nella sua nuova fatica di ricerca letteraria “Luci e ombre nei rapporti tra Viadana e Mantova” a offrire questo viaggio nel tempo attraverso l’analisi di documenti, che possiamo definire additiones (aggiunte, ritocchi) agli Statuti del tempo, integrazioni che da sempre occorrono per adeguare le leggi alle esigenze materiali (ex facto oritur ius). Leggendo le 140 additiones che Chizzini analizza, potrete scoprire la lettera con cui il Marchese Carlo Gonzaga, signore di Viadana, nell’anno 1454, strigliava i giudici esortandoli a deliberare in fretta, anche sommariamente, senza inutili formalità, oppure quella con cui un suo successore, il Marchese Francesco II, nel 1484 sollecitava il podestà a prendere le necessarie misure affinché chiudesse una certa osteria in piazza, mal frequentata da gentaglia e prostitute, praticamente un “postribolo”, che disturbava la serenità delle oneste donne che si recavano in chiesa a pregare. Per chiunque fosse interessato, il libro verrà presentato domenica 3 marzo alle ore 17 presso il MuVI di Viadana.

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