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Piazza Garibaldi 'verde', banchetto
in piazza. E Giupy Boles lancia
il documento programmatico

Siamo qui non per combattere ma per DIALOGARE CON TUTTI coloro che in qualche modo nutrono il desiderio di veder trasformato il nostro centro (da tempo non più cuore pulsante di alcunché) in qualcosa di meglio

CASALMAGGIORE – Verde in piazza, ma non solo. Serve un cambio di passo per invertire la tendenza. Servono qualità e competenza, idee e soprattutto coraggio. Domani mattina davanti al bar Centrale si raccoglieranno le firme per la rigenerazione di piazza Garibaldi. Promotori dell’iniziativa Daniela Bellini (tabaccheria Buzzi) e Giuseppe ‘Giupy’ Boles. A lavorare alacremente su un’ipotesi di rigenerazione ‘verde’ Silvia Tei. Una professionista.

E’ proprio Giuseppe Boles ad aver scritto il documento che è un po’ il manifesto programmatico di un gruppo eterogenico e bipartisan di commercianti e semplici cittadini che stanno lavorando ad alcune idee per dare nuova linfa alla città. Un documento ricco di passione quello di Giuseppe, che proponiamo integralmente.

“Non chiederti cosa possa fare il tuo paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo Paese”. E’ passato mezzo secolo dalla celebre frase del Presidente Kennedy eppure la sua potenza evocativa risuona con la freschezza di una verità assoluta.

Di errori in questa cittadina ne sono stati fatti tanti, ultimamente ci permettiamo di dire in maniera quasi seriale. Mantenere però la speranza di un domani migliore vorremmo fosse diritto irrinunciabile per chiunque, un’ancora di salvezza alla quale potersi aggrappare come un atleta s’aggrappa alla fune che lo sostiene.

Siamo qui non per combattere ma per DIALOGARE CON TUTTI coloro che in qualche modo nutrono il desiderio di veder trasformato il nostro centro (da tempo non più cuore pulsante di alcunché) in qualcosa di meglio di ciò che abbiamo ritenuto immutabile quando d’immutabile resta solamente la morte.

Siamo qui per dire basta a tutto ciò che porta vilipendio ad una piazza e ad un argine che non si meritano la nostra indifferenza e men che meno la nostra inettitudine nel saperne esprimere l’immensa potenzialità.

Siamo qui per dire che PROGETTI SCELLERATI come quello della pista di pattinaggio, del mercatino del passato/riuso e SOPRATTUTTO DI VIA BALDESIO non possono e non debbono più ripetersi. Perché se alla base di tutto c’erano EVIDENTEMENTE DELLE BUONE E CONDIVISIBILI IDEE il modus operandi ha manifestato lacune per le quali abbiamo assistito ad un continuo scaricabarile. Siamo qui per dire che un ideale positivo non garantisce un altrettanto positivo risultato.

Di chi è la colpa? Vorremmo tanto saperlo. Sbagliare è nella natura umana ma è altrettanto vero che dobbiamo trovare la forza di girare pagina altrimenti resteremo qui per chissà quanto tempo a puntarci il dito gli uni contro gli altri in una battaglia senza fine che avrà come unico esito quello di scontentare tutti quanti, nessuno escluso. Uomini, donne, adolescenti che nati in un periodo di crisi portano impressa nello sguardo una Casalmaggiore in crisi da sempre considerato che il loro “sempre” ha dieci, quindici, massimo vent’anni.

Giovani nati con già il senso dell’abbandono incastrato nell’animo perché vissuti nella perenne realtà di un paese alla deriva. Vorremmo poter spiegare loro che così non è sempre stato, nonostante le difficoltà e la naturale incapacità dei casalaschi a vendersi bene. Qualità che ci manca e che probabilmente mai avremo. Ma perché almeno una volta non dovremmo provarci? Perché non tentare di metter mano a progetti in grado di dare una nuova e più attraente veste a qualcosa che tale resterà pur cambiandosi d’abito? Lottare per regalare al nostro sguardo un centro ed un argine che facciano da esempio per tutti gli altri crediamo possa essere un ottimo motivo per rimboccarsi le maniche e vedere il da farsi.

Siamo qui per chiedervi idee, consigli, critiche non sul già fatto ma su ciò che è ancora tutto da immaginare. Sarà sulla base delle VOSTRE MIGLIORI INTENZIONI che potremo muoverci per cercare bandi adatti ad aiutarci in tal senso. Serve unione e compattezza tra cittadini e politica. Politica alla quale tendiamo la mano perché consapevoli che senza di essa non andremo da nessuna parte. Privandoci di questa sinergia ad attenderci ci resterà soltanto l’oblio. E fidatevi, non manca molto. La verità? Siamo tutti quanti sopra un’unica barca, questo piccolo ma storico vascello che ora più che mai grida il suo bisogno d’essere restaurato”.

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