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Nel giardino dei Giusti
del Giordani di Parma ecco
un ulivo per don Primo Mazzolari

"Ai giovani d’oggi che amano don Primo come testimoniano le tante tesi di laurea e di studio - ha chiosato Torchio - non sfuggono certo l’esempio, il sacrificio di avere sofferto talvolta l’anticipata virtù profetica, la spinta pacifista".

BOZZOLO – “Don Primo Mazzolari e la Comunità di Bozzolo in questo giardino perché la scelta del bene può essere di tutti”: è questa la scritta apposta all’ulivo piantato mercoledì mattina nel “giardino dei Giusti” della scuola superiore Giordani di Parma accanto a quello di Gino Bartali, ricordato lo scorso anno.

Presenti il sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio che – con l’illustre cittadino onorario bozzolese Oskar Tänzer, ha reso una emozionante testimonianza ai ragazzi dei Consigli di classe convenuti nell’aula magna dell’Istituto – il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, la preside prof. Antonia Lusardi con la prof. Lucia Ghizzoni, curatrice di questo importante percorso formativo, i presidi Aluisi Tosolini del liceo Bertolucci, Giorgio Piva dell’Ipsia, il presidente del Consiglio d’Istituto Andrea Franchini con altri rappresentanti della realtà scolastica parmense. 
Torchio, partendo dalle comuni radici benedettine del territorio e dalla necessità di aprire ponti (Casalmaggiore e San Daniele Po) più che muri, si è riferito agli amici carissimi Claudio Compagnoni, bozzolese e compagno d’università a Parma, e Andrea Borri, parmense e per due legislature compagno di banco a Montecitorio e poi insieme alla guida delle due province.

“Se ci fosse Andrea, allora presidente della Commissione di Vigilanza della Rai, saprei a chi rivolgermi – ha detto Torchio – per togliere dalle teche e dagli archivi l’opera del maestro Ermanno Olmi dedicata al prete di Bozzolo e che finalmente deve essere messa in circolo. L’attenzione agli ebrei, come agli sfollati, ai poveri ed agli ultimi fu elemento costante della figura di don Primo Mazzolari, prete di Bozzolo e d’Italia non solo in termini emotivi ma di sostanza e l’impegno di Oskar, per il Giardino dei Giusti di Gerusalemme, della Comunità Ebraica di Milano che lo ricorda nel cimitero di Monte Stella ed il vostro gesto di oggi sono speculari ad un percorso verso la beatificazione che sta seguendo la Chiesa Cattolica. Don Primo con i laici podestà Rosa e maresciallo Sartori, quest’ultimo internato nei campi tedeschi, sono l’esempio di una singolare sinergia del bene, in anni in cui i giovani cattolici bozzolesi Accorsi ed Arini venivano giustiziati a Verona ed il partigiano bozzolese Bonoldi cadeva in combattimento nei pressi di Langhirano”.

“Ai giovani d’oggi che amano don Primo come testimoniano le tante tesi di laurea e di studio – ha chiosato Torchio – non sfuggono certo l’esempio, il sacrificio di avere sofferto talvolta l’anticipata virtù profetica, la spinta pacifista del “tu non uccidere”, i valori ambientali contemplati “tra l’argine ed il bosco” ed “il diario di una primavera”. Elementi e valori ben presenti al Capo dello Stato Mattarella, a Papa Francesco, ospiti a Bozzolo ed al grande evento parigino con il Segrerario di Stato Vaticano all’Unesco”.

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