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Ferroni Project supervisor a
Bologna: "Microvescicole
epatoprotettrici, una rivoluzione"

In questa piccola - grande - rivoluzione del futuro c'è anche l'intuizione di project supervisor casalasco. Nei prossimi mesi le ricerche proseguiranno e Ferroni sarà sempre più impegnato a livello scientifico a Bologna
In foto Orlando Ferroni e Microvescicole isolate dal liofilizzato epatico Neorland e visualizzate attraverso il microscopio atomico

CASALMAGGIORE – Gli studi in laboratorio procedono. Con soddisfazione perché le scoperte del laboratorio GUNA ATTRE (Advanced Therapies and Tissue REgeneration) presso il CNR di Bologna sono destinate a cambiare – se non almeno al momento il destino dell’umanità – quantomeno la considerazione della nutraceutica e della medicina delle basse concentrazioni. Le microvescicole scoperte all’interno di un integratore nutraceutico di origine naturale epatico (liofilizzato di fegato suino) e all’interno di una tintura madre omeopatica (sempre con base epatica) rappresentano la spiegazione scientifica di come composti naturali presenti in un nutraceutico e in un organoterapico omeopatico possono avere un’azione biomolecolare scientificamente provata. Lo aveva dimostrato, Orlando Ferroni, da poco nominato project supervisor del laboratorio GUNA ATTRE presso il CNR di Bologna, nell’ottobre scorso, con la prima fotografia degli esosomi isolati all’interno di un liofilizzato epatico e all’interno di un prodotto omeopatico ricavato dal fegato di suino.

La ricerca, da quel momento in poi, è cresciuta e gli ultimi dati di laboratorio – che in parte sono stati pubblicati sulle riviste scientifiche riviste scientifiche – confermano l’efficacia delle microvescicole e in particolare degli esosomi. Proprio a Bologna gli esperimenti coordinati da Ferroni hanno portato ad un risultato straordinario.

Proviamo a spiegare l’esperimento dei ricercatori in maniera comprensibile a tutti: “In vitro – spiega il project supervisor – sono state studiate tre diverse culture cellulari di fegato. Un campione di controllo, uno in cui era stata immessa una dose tossica di un farmaco anti infiammatorio ed un altro in cui oltre all’anti infiammatorio in maniera tossica erano state immesse microvescicole. Le cellule trattate con il paracetamolo in dosi elevate sono in parte morte. Nelle culture in cui era stata immessa la stessa quantità tossica di paracetamolo e le microvescicole non solo si è arrestato il processo degenerativo cellulare, ma si è notato un processo rigenerativo”.

Le microvescicole hanno ‘protetto’ le cellule epatiche in vitro dagli effetti tossici dell’anti infiammatorio. Gli esperimenti verranno ripetuti anche presso l’Università di Parma con la quale GUNA ATTRE e Ferroni collaborano. Gli esosomi hanno una funzione protettiva per il fegato, anche a fronte di una dose alta di farmaci: “Una sostanza naturale in grado di proteggere il fegato, siamo solo all’inizio, ma si consideri che nella farmacopea non esiste un prodotto epatoprotettore”.

Molti farmaci soprattutto in quantità elevate hanno un effetto tossico sul fegato che è il filtro più importante del corpo umano. “Gli esperimenti sono stati ripetuti più volte con lo stesso risultato quindi hanno valenza scientifica. Non è solo l’effetto ‘epatoprotettore’ ad essere importante – sottolinea Ferroni – ma è quello rigenerativo che potrebbe aprire in futuro nuovi orizzonti”.

 

“Gli esosomi veicolano informazioni fondamentali non solo per il funzionamento delle cellule, ma anche per la protezione delle cellule stesse. L’esosoma è un nanobiovettore che porta informazioni anche a cellule tra loro distanti”. Capire il meccanismo d’azione che regola la loro azione – riuscire in sintesi ed in un certo qual senso a governarne l’azione – potrebbe portare indiscutibili vantaggi in campo medico.

L’efficacia biologica della medicina delle basse diluizioni (Omeopatia, Omotossicologia) può essere dimostrata anche attraverso lo studio delle microvescicole che si è dimostrato essere presenti in composti a bassa diluizione (la ricerca di Ferroni).

“Le staminali somatiche o adulte, presenti nell’organismo adulto – prosegue – comunicano attraverso pacchetti di miscrovescicole con le altre cellule. Il futuro della medicina è proprio quello di capire come le cellule staminali e le informazioni delle microvescicole possano agire sulle cellule riconvertendo il processo di degenerazione cellulare di un organo malato. Siamo ancora a livello sperimentale, ma la medicina va avanti e le osservazioni portano sempre più spesso a risultati positivi”.

In questa piccola – grande – rivoluzione del futuro c’è anche l’intuizione di project supervisor casalasco. Nei prossimi mesi le ricerche proseguiranno e Ferroni sarà sempre più impegnato a livello scientifico a Bologna. E’ uno dei motivi per cui ridurrà il suo ruolo attivo nella politica. Ma – francamente – la scienza ed il progresso medico valgono molto di più. Infinitamente di più.

Nazzareno Condina

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