Commenta

Renzi a Bozzolo cercando
"un'altra strada per l'Italia": l'attacco
al Governo e la memoria di don Primo

"Ricordiamoci che i Salvini passano, ma i valori restano. E che, comunque vada, non si lascia il futuro ai nostri avversari, si rimane in campo e si combatte": la sala civica a Bozzolo era gremita per l'ex premier. FOTOGALLERY E SERVIZIO TG DI CREMONA 1

BOZZOLO – Un’altra strada, che è il titolo del suo libro e pure quello che Matteo Renzi, ex premier del Governo Italiano, si augura per lo Stivale. Un’altra strada che è passata anche da Bozzolo, per promuovere il libro edito da Marsilio, con Renzi accompagnato, tra gli altri, dall’ex Ministro Maria Elena Boschi, dal deputato Matteo Colaninno, dal senatore Luciano Pizzetti e dall’ex tesoriere del Pd Francesco Bonifazi, tutti accolti dal sindaco bozzolese Giuseppe Torchio. Presenti pure il sindaco di Mantova Mattia Palazzi e diversi esponenti del Partito Democratico del territorio casalasco, e in parte pure del civismo. Renzi dapprima ha scherzato con Torchio: “Dov’è Bozzolo? Cremona o Mantova?” in riferimento al fatto che il comune celebre grazie soprattutto a don Primo Mazzolari si trova geograficamente nella provincia di Virgilio ma è sotto la Diocesi cremonese.

Dopo di che ha voluto visitare la Fondazione intitolata proprio a don Primo – assieme al segretario Giancarlo Ghidorsi e al parroco don Luigi Pisani – perché alla sua predicazione ha sempre detto di ispirarsi. Renzi ha voluto conoscere a fondo la figura di don Primo, mentre successivamente in sala civica è stato accolto da 350 persone, con platea gremita. Renzi ha attaccato frontalmente il Governo: da Matteo Salvini, con i suoi cambi repentini di idea, prendendo spunto dalla vicenda legata al nostro territorio della cittadinanza prima negata e poi concessa (“a seconda del parere dei social” ha detto Renzi) al bambino di Crema coinvolto nel sequestro del pullman, a Luigi Di Maio, col reddito di cittadinanza che rischia di sfaldare il mercato del lavoro.

E di nuovo, a proposito di cremonesità, l’attacco durissimo al Ministro Danilo Toninelli: “Facciamo accordi con la Cina, ma loro hanno l’intelligenza artificiale e noi rispondiamo con Toninelli” ha detto l’ex premier. Diversi i passaggi da ricordare, quello su Referendum ad esempio. “Non l’abbiamo mai fatto per noi, per restare al potere, ma per l’Italia, per renderla governabile. E lo rifaremmo anche domani”. “Errori? Ne abbiamo fatti – ha aggiunto Renzi – ma chi in tre anni di lavoro non ha mai sbagliato nulla?”.

E ancora il pensiero sul futuro e sull’immigrazione… “Che passa – ha sottolineato Renzi – da tre aspetti: educazione, educazione, educazione. Ricordiamoci che i Salvini passano, ma i valori restano. E che, comunque vada, non si lascia il futuro ai nostri avversari, si rimane in campo e si combatte. E se esiste un’altra strada per non lasciare il Paese in mano a questi scappati di casa, allora dobbiamo provarci”.

Il passaggio finale, che chiude il libro, è dedicato al campione di ciclismo, toscano come Renzi, Gino Bartali. “Quando ero un giovane giornalista, lo intervistai. Gli chiesi del famoso scambio della borraccia con Fausto Coppi. Non mi rispose, mi disse semplicemente che non era un bischero, né lui né Coppi. Solo più tardi capii: non era importante chi avesse passato la borraccia, ma la fiducia che stava alla base di quel gesto. Da parte di chi passava l’oggetto, ma anche da parte di chi lo riceveva. La stessa fiducia che l’Italia deve ritrovare per rialzarsi, senza piangersi sempre addosso o inventandosi nemici per il consenso”. Prima di ripartire verso Parma, Renzi ha infine depositato un mazzo di fiori sulla tomba di don Primo Mazzolari nella chiesa di San Pietro.

Giovanni Gardani

© Riproduzione riservata
Commenti