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Siccità, in emergenza
la Lombardia valuta di usare
le cave dismesse come bacini

Intanto il tavolo sulla questione, come si legge in una nota di Regione Lombardia, da occasionale diventa permanente, con periodicità funzionale alla situazione. Valuterà i provvedimenti da prendere di volta in volta.

MILANO – La Regione Lombardia sta valutando di attuare la legge che consente l’utilizzo delle cave dismesse come bacini idrici di pianura in grado di raccogliere le acque piovane, oggi disperse all’80 per cento. È uno degli esiti del Tavolo, con associazioni di agricoltori, consorzi di bonifica e gestori delle dighe, contro la siccità convocato dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e al quale hanno partecipato gli assessori regionali all’Agricoltura, alimentazione e sistemi verdi, agli Enti locali, montagna e piccoli comuni, all’Ambiente e clima, e al Territorio e Protezione civile. Un organismo, si legge in una nota di Regione Lombardia, che da occasionale diventa permanente, con periodicità funzionale alla situazione.

L’obiettivo è quello di individuare le azioni da intraprendere per fronteggiare le scarse piogge e i conseguenti problemi irrigui; effettuare interventi flessibili, assunti con necessario anticipo, rispetto al momento della probabile crisi idrica che colpirà il comparto agricolo nei mesi estivi; individuare una strategia a breve e di una a lungo termine per affrontare in maniera strutturale il tema acqua. Tra le proposte emerse nel corso dei lavori c’è anche l’estensione della partecipazione, in occasione della prossima riunione, ai responsabili della gestione delle acque dei laghi, e la volontà di riconsiderare gli accordi con la Svizzera per la situazione relativa al Lago Maggiore.

redazione@oglioponews.it

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