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Don Primo Mazzolari,
nel 60esimo della morte anche
l'arcivescovo Zuppi gli rende onore

“Se c’è una soddisfazione che io domando al Signore è questa, che quando io chiuderò gli occhi io possa dire: i miei figlioli camminano bene”. Parole di don Primo che sono riecheggiate con emozione nel cuore dei bozzolesi.
Testo e foto dal sito della Diocesi di Cremona

BOZZOLO – Quella del 7 aprile a Bozzolo non è stata certo una visita di pura circostanza per l’arcivescovo di Bologna mons. Matteo Zuppi, giunto in terra mantovana per presiedere l’Eucaristia nel 60° anniversario della morte di don Primo Mazzolari. Lo tradiva la sua emozione per essere (per la prima volta) nella chiesa in cui don Mazzolari svolse il suo ministero sino all’ultimo. Da parroco, vicino e attento alla sua gente, con la bussola del Vangelo, e proprio per questo profeta.

La solenne celebrazione nella chiesa che custodisce le spoglie di don Primo nel pomeriggio, dopo l’immancabile tappa alla Fondazione “Don Primo Mazzolari”. Accanto all’Arcivescovo di Bologna c’erano il vescovo Antonio Napolioni e il vescovo emerito Dante Lafranconi. E naturalmente il parroco di Bozzolo don Luigi Pisani, il presidente della fondazione Mazzolari don Bruno Bignami e diversi altri sacerdoti. Oltre al vicario zonale don Davide Barili, in particolare c’era chi qui è cresciuto (come mons. Alberto Franzini) o chi (come don Gianni Maccalli) è stato parroco di questa comunità con anche l’onore di accogliere il Papa.

Oltre alla delegazione della Fondazione Mazzolari, in prima fila c’erano le autorità civili. A cominciare dal sindaco Giuseppe Torchio, che all’inizio della celebrazione è intervenuto per il saluto istituzionale. Rappresentata anche la città di Cremona con il consigliere Enrico Manfredini. All’inizio della Messa anche il vescovo Napolioni ha voluto dare il proprio personale saluto all’arcivescovo Zuppi, sottolineando inoltre il legame di questa memoria con la Diocesi di Brescia: proprio in mattinata, infatti, mons. Napolioni ha celebrato la Messa dell’anniversario della morte di don Mazzolari a Verolanuova, dove don Primo a 10 anni si trasferì con la famiglia da Cremona e dove fu ordinato presbitero.

La pagina evangelica della V Domenica di Quaresima (Gv 8,1-11) è stata lo spunto perfetto per affrontare uno dei temi tanto più cari a don Mazzolari, quanto a papa Francesco: la misericordia. E proprio la figura di don Primo – «così legato alla sua comunità e nello stesso tempo così aperto al mondo» – è stata approfondita da mons. Zuppi, che a più riprese ha citato nella sua omelia il parroco di Bozzolo, definito un «esagerato testimone della misericordia», tanto da essere stato allora un preparatore del Concilio e oggi un aiuto «a comprenderlo e viverlo».

«Tutti noi – ha esortato mons. Zuppi – dobbiamo essere profeti di speranza», uomini di misericordia, in particolare verso «i lontani e i poveri», che non sono da aspettare: occorre andare in cerca di loro. Come don Mazzolari ha testimoniato, ricordando anche che, più che giudici, occorre farsi avvocati del proprio prossimo. Concludendo la sua riflessione, l’Arcivescovo di Bologna ha voluto ricordare le ultime parole di don Primo, che una settimana prima della morte ebbe a dire nella predica di Pasqua: “Se c’è una soddisfazione che io domando al Signore è questa, che quando io chiuderò gli occhi io possa dire: i miei figlioli camminano bene”. Parole che sono riecheggiate con emozione nel cuore dei bozzolesi. In particolare della classe del ’59, l’ultima a essere battezzata da don Primo.

«Sentiamo proprio la sua benedizione – ha concluso l’Arcivescovo – in questa Eucaristia che, come sempre, unisce Cielo e terra, aiuta a vedere quello che non si vede, ad aprire gli occhi sulla terra, ad entrare nella storia come profeti di speranza, di misericordia per tutti, specialmente per i lontani e i poveri. Come ci ha insegnato con tanta passione don Primo: per l’Evangelii gaudium, per la gioia del Vangelo, nostra e di quei tanti lontani e quei tanti poveri che la aspettano».

Una commossa celebrazione che, dopo le Comunioni, ha visto i tre vescovi sostare in preghiera davanti alla tomba di don Primo, proprio come fece papa Francesco il 20 giugno 2017. Prima del congedo anche il saluto del parroco di Bozzolo. Don Pisani ha voluto sottolineare in particolare come finalmente si stia dando il giusto tributo a un sacerdote come don Primo: «La profezia è arrivata in alto!», ha detto ricordando in particolare la visita del Papa.

La celebrazione ha ufficialmente chiuso la due-giorni commemorativa, iniziata nella mattinata di sabato 6 aprile presso la sala civica comunale di Bozzolo con il convegno dal titolo: “Papa Francesco, don Primo Mazzolari e i preti di frontiera”: don Lorenzo Milani, don Zeno Saltini e don Tonino Bello. Le celebrazioni commemorative per i 60 anni dalla morte del servo di Dio don Mazzolari erano iniziate, però, lo scorso 29 novembre a Parigi con il colloquio internazionale promosso all’Unesco alla presenza del Segretario di Stato card. Pietro Parolin. Lo scorso 12 gennaio don Luigi Ciotti, presidente di Libera, aveva poi commemorato Mazzolari a Cremona, la città natale.

Mentre proseguono le tappe, per tutta Italia, della mostra itinerante promossa dalla Fondazione (e inaugurata ad Assisi dal card. Gualtiero Bassetti, presidente della CEI, lo scorso 2 dicembre), si guarda già ai prossimi eventi di riflessione e approfondimento proprio a partire dal pensiero e dalla testimonianza di don Primo. A giugno a fare da filo conduttore saranno i tre scenari richiamati anche nel discorsi di Papa Francesco a Bozzolo: il fiume, la pianura e la cascina.

redazione@oglioponews.it

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