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Voltido, Borghetti in pista:
"Io sindaco a costo zero per
un paese che deve ritrovare appeal"

"Vorrei che questa passione per la nostra storia fosse condivisa dai miei concittadini. Per questo ho organizzato per giovedì l’incontro pubblico su Voltido “La sua Storia, il suo Territorio” alle ore 21 presso la sala comunale con ingresso libero”.

VOLTIDO – Un candidato in continuità con Fabio Valenti, sindaco che ha guidato il paese per tre mandati, ossia per 15 anni? No, non proprio. O almeno così si presenta Giorgio Borghetti, classe 1953, dirigente Telecom oggi in pensione, che ha scelto di candidarsi con la lista “Comunità al centro” a Voltido e ha già annunciato due punti significativi: in caso di elezioni il suo vice sarà Davide Cauzzi e soprattutto tutti, con un eventuale successo, rinunceranno – dal sindaco ai vari consiglieri – al gettone di presenza e allo stipendio. “Saranno dunque finanze che entreranno a bilancio e potranno aiutare il paese – spiega Borghetti, che per anni ha lavorato a Milano, tornando però sempre ogni weekend nella sua Voltido – . Con Fabio c’è amicizia e ci sono tanti punti in comune, ma voglio dare la mia impronta, andando incontro alle esigenze scoperte del paese. Comunità al centro non è solo uno slogan ma una volontà politica e amministrativa ben precisa”.

Il programma viene realizzato in questi giorni dai candidati della lista e dai gruppi di lavoro. Ma alcuni punti sono già stati evidenziati da Borghetti. “Maggiore attenzione al volontariato, creando un gruppo in paese, vicinanza alle fragilità e soluzioni per gli anziani ad esempio, ma anche volontà di vivacizzare un paese a vocazione agricola che ha sofferto uno stillicidio continuo di persone che sono andate altrove per cercare lavoro, in primis il sottoscritto costretto ad andare a Milano da ingegnere per 40 anni. E ancora, voglio dare maggiore decoro al paese, penso al modello dei paesi dell’Alto Agide, che potremmo importare: abbiamo pochi abitanti, è vero, ma abbiamo una nostra identità, essendo abbastanza distanti da Piadena e da San Giovanni in Croce, ad esempio”.

“Conosco Voltido – prosegue Borghetti – perché è il mio paese e sono tornato tutti i weekend e conosco le dinamiche delle relazioni interpersonali. Credo che Voltido abbia bisogno di tornare più al centro dell’attenzione, di essere vivacizzato. Penso al fatto che questo paese fa parte dell’Unità Pastorale di San Giovanni in Croce e questo penalizza da un certo punto di vista il comune, perché è dove vi è la maggiore concentrazione di persone – in questo caso a San Giovanni in Croce – che è più facile sviluppare iniziative. Per invogliare la gente a venire a Voltido dobbiamo pensare a una politica abitativa e a un rafforzamento dei servizi stradali, a partire dagli autobus. Ricordo un articolo del 1963, che parlava di Voltido come di un paese che muore. E’ ancora attuale, dato che in un decennio la popolazione si è dimezzata”.

La sfida è a Simone Agazzi, candidato più giovane anagraficamente che rappresenta la Lega. “Ma io mi sento giovane dentro e credo di avere una visione matura della realtà – spiega Borghetti – . Credo di avere fatto qualcosa anche di buono se sono stato nominato dirigente, qualifica che certo non viene regalata”. Appassionato di storia e con l’hobby di dipingere, Borghetti vuole rilanciare pure il settore della cultura. “Nel 2009 feci uno studio “San Giovanni e le sue pietre”, trovando affascinante la storia che sta dietro un monumento o anche una singola pietra, appunto. Vorrei che questa passione per la nostra storia fosse condivisa dai miei concittadini. Per questo ho organizzato per giovedì l’incontro pubblico, del quale sarà relatore, su Voltido “La sua Storia, il suo Territorio” alle ore 21 presso la sala comunale con ingresso libero”.

Giovanni Gardani

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