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Le domande ancora senza
risposta. CNC torna alla
carica sulla Fondazione Busi

"Vorremmo risposte chiare a questi quesiti e chiediamo - così come fatto in consiglio e così come promesso dallo stesso presidente della Fondazione Franco Vacchelli - il bilancio dell'ente e la documentazione completa voce per voce almeno una settimana prima"

CASALMAGGIORE – Gabbati, ma non domi. Sulla questione Busi i consiglieri di CNC, Pierluigi Pasotto, Calogero Tascarella e Mirca Papetti tornano alla carica. In Consiglio Comunale alla scadenza delle due ore e 10 (una scadenza giustificata dal presidente del Consiglio Marco Micolo con le due ore previste per la discussione di mozioni, interrogazioni ed interpellanze ma non dall’opposizione che considerava il punto sul Busi un punto di normale Consiglio, per cui non soggetto a tempi contingentati) la discussione è stata bruscamente interrotta. Poco male, c’è sempre la cara e vecchia stampa per proseguire la discussione.

E proprio in conferenza stampa CNC ha proseguito a porre domande. Quelle a cui non si è avuta alcuna risposta.

“Siamo molto delusi dalla relazione del presidente della Fondazione Franco Vacchelli – hanno spiegato i consiglieri – e dal vicepresidente Angela Bigi, che hanno parlato a loro nome, e non a nome del Consiglio di Amministrazione, anche in conseguenza del fatto che il Consigliere Fabrizio Vappina non è stato neppure considerato. Questo lo consideriamo inammissibile. Noi siamo stati tenuti fuori dal CdA del Busi per volontà dell’Amministrazione per cui abbiamo solo questa possibilità per porre le nostre questioni. Consideriamo gravissimo che a noi, ai lavoratori e ai cittadini sia stato impedito, a fronte di accordi presi di formulare e chiedere spiegazioni ulteriori. Non si era parlato di tempi negli accordi presi prima del Consiglio e se proprio così fosse stato, non avrebbe dovuto parlare neppure il sindaco Filippo Bongiovanni. Il fatto che ci sia stato impedito di proseguire nel porre domande ci fa pensare che non ci fossero risposte, o che le risposte da dare fossero scomode. Ma, visto che ci è stato impedito in Consiglio, le stesse domande a cui non è stata data risposta ed altre le poniamo a mezzo stampa”.

  • Perché è cambiata la politica dei fornitori dal 2017 in avanti? Perché sono per la maggior parte bresciani, e a costi maggiori di quelli di prima? Elaborazione dati, spese sanitarie, lavanderia, pappe semiliquide (al posto degli omogeneizzati poi tornati recentemente alla ribalta)…
  • Ci risulta che è stato acquistato un pulmino euro 0 molto ammalorato. Perché quell’acquisto? Quanto è venuto a costare? Dove è stato comprato e da chi? Ne valeva la pena?
  • Ci risultano 7 mila euro spesi per arredare l’ufficio del direttore amministrativo. E’ vero il dato che abbiamo noi?
  • Situazione Turati. Stando a quanto dichiarato si è passati da una spesa iniziale di 600 mila euro ad una finale di 900 mila. Premesso che in questo tipo di situazione ci sono i SAL (Stato avanzamento lavori) ci chiediamo come possa un presidente venire in un consiglio senza nessun dato economico certo. Ci sono i SAL? E’ possibile prenderne visione?
  • Come fa il sindaco Filippo Bongiovanni ad affermare che va tutto abbastanza bene? Ha dati in più rispetto a quelli che abbiamo noi? Ricordiamo che affermando quel che ha detto il primo cittadino si fa garante e corresponsabile. Si assume una responsabilità politica.
  • Ci sono delle responsabilità per questo aumento della spesa a livello gestionale?
  • Come si fanno a mettere tra le nuove entrate il ricavo degli stalli auto e dei negozi per un’operazione non ancora quantificata? E poi di quali stalli si tratta, visto che gli stalli attorno alla struttura sono tutti di pertinenza comunale?
  • Come si può prevedere che – pur non avendo ancora dati certi sul bilancio – non vi saranno aumenti delle rette?
  • Ancora sulla questione Turati (come da foto allegata). Come ha potuto un direttore dei lavori, così come si evince dalla foto, essere lo stesso direttore amministrativo della Fondazione? E’ una cosa normale questa?
  • Come si giustifica la spesa di 90 mila euro per i corsi di formazione? Quanto sono venuti a costare all’ora?

“Vorremmo risposte chiare a questi quesiti e chiediamo – così come fatto in consiglio e così come promesso dallo stesso presidente della Fondazione Franco Vacchelli – il bilancio dell’ente e la documentazione completa voce per voce almeno una settimana prima della sua approvazione, per poter arrivare pronti in Consiglio e senza il pericolo che ci si debba fermare per aver sforato di 10 minuti il tempo concesso”.

Nazzareno Condina

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