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Jazz Day, nuovo successo
nell'ottava edizione tra note,
disegni animati e balli

Durante la serata viene ricordato il lavoro svolto in classe, alle elementari di Casalmaggiore e Vicobellignano, per insegnare musica ai giovanissimi studenti. Le nuove leve hanno futuro, come testimonia Gabriel More. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

CASALMAGGIORE – Una scaletta che ha aperto ad altre musiche, pur essendo il Jazz, al quale la giornata era dedicata dall’Unesco, la colonna portante e il fil rouge invisibile che sta intessuto la trama. Con 15 pezzi diversi che hanno spaziato su un repertorio capace di trascinare il pubblico in un Teatro Comunale ancora una volta esaurito. E allora, dopo le prove preliminari, che spaziano dalla musica ad altre forme d’arte – dato che il Jazz Day in otto diverse edizioni ha sempre saputo rinnovarsi – si parte e si sale sul palco.

Apre Miro Lanzoni alla voce, poi Andrea Acquaroni, a capo dell’organizzazione che ha raccolto anche diversi sponsor, spiega lo spirito della serata e dà il via con un lieve, perdonato, ritardo. Arriva davvero dal mondo gli artisti, con il primo trio con alta percentuale mitteleuropea, poi tocca ai fiati che ci portano in un giro a Cuba. Sullo schermo, la mano sapiente di Marco Goi e di Filippo Toscani disegna capolavori in tempo reale. Ma sul palco si balla anche, una corrente artistica che trascina e fa crescere il Jazz Day. Gli artisti però sono soprattutto di casa nostra, locali in senso stretto, ossia di Casalmaggiore, ma anche delle province limitrofe. Ciascuno con il proprio strumento, la propria specializzazione per così dire, che unita alle altre diventa un coro di musica e un concerto.

Durante la serata viene ricordato anche il lavoro svolto in classe, alle scuole elementari di Casalmaggiore e Vicobellignano, per insegnare musica e strumenti ai giovanissimi studenti. Le nuove leve hanno futuro, come testimonia Gabriel More, allievo di Milo Martani e Enrico Padovani della scuola Estudiantina, appena 13 anni ma talento già purissimo. Si passa da “Fly me to the moon” a “In the mood”, prima del gran finale collettivo, quello sì, un classico, con “Oye como va?” sulle cui ultime note tutti i trenta artisti vengono citati, uno per uno.

E allora citiamoli anche noi, in ordine di apparizione sul palco come ha fatto Acquaroni, che ha suonato basso e batteria: Miro Lanzoni (voce), Luca Bernardi (pianoforte), Piero Vezzosi (chitarra), Cesare “Ciuma” Galli (batteria), Clemente Favagrossa (basso elettrico e voce), Gabriele Fava (sassofono), Roger De Bortoli (basso elettrico e chitarra) dal Brasile, Leon Steger (batteria) dalla Germania, Dirk Overbeek (fisarmonica) dall’Olanda, Mario Ruzzi (sassofono e flauto), Gabriele Busi (percussioni e congas), Michele Indelicato (contrabbasso), Domenico Mirra (pianoforte), Cristiano Boschesi (trombone), Fabio Frambati (tromba), Sebastiano Giovi (tromba), Hernando Roldan (timbales), Antonio Pirelli (percussioni e bonghi), Lisa e Antonio (ballerini), Pierluigi Zambelli (pianoforte), Gianpietro Lazzari (tromba), Lucio Lipreri (tromba), Pierluigi Pasotto (chitarra), Chicco De Santis (basso elettrico), Emanuele Piseri (chitarra), Tommaso Frassanito (batteria), Melissa Fontana (voce), Gabriel More (pianoforte), Marco Braga (chitarra), Alessandro Fava (basso), Orazio Aroldi (contrabbasso), Paolo Falchi (chitarra), Matteo Pessina (voce), Nicola Maestri (chitarra), Elia Baioni (contrabbasso), Massimiliano Savioli (batteria).

Giovanni Gardani

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