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Piano contenimento nutria,
situazione esplosiva. Da Mantova:
"La Regione, non rispondendo, non aiuta"

Una situazione definita esplosiva, generata dalla mancata risposta ai quesiti posti alla Regione e al mancato avallo del piano provinciale di contenimento delle nutrie, con lo sconcerto dei Comuni e delle centinaia di operatori abilitati.

MANTOVA – La Provincia di Mantova è intervenuta nei giorni scorsi per informare i comuni e gli altri enti coinvolti nell’attuazione del Piano di eradicazione della nutria, su alcune criticità emerse, in particolare per quanto riguarda l’utilizzo dell’arma da fuoco. Una situazione definita esplosiva, generata dalla mancata risposta ai quesiti posti alla Regione e al mancato avallo del piano provinciale di contenimento delle nutrie, con lo sconcerto dei Comuni e delle centinaia di operatori abilitati.

“La questione della legittimità degli interventi di contenimento della fauna selvatica con il fucile – spiegano dalla Provincia – da parte degli operatori faunistici è da anni dibattuta in quanto esiste una discrasia (che perdura da 25 anni) tra la Legge nazionale (l’art. 19 della Legge 157/1992) e la legge regionale (art. 41 della LR 26/1993). In pratica la legge nazionale esclude la possibilità di partecipazione agli abbattimenti da parte di operatori volontari muniti di porto d’armi uso caccia, prevista invece dalla legge regionale. Negli mesi scorsi siamo venuti a conoscenza di procedimenti giudiziari nei confronti della Provincia di Brescia, relativi all’attuazione dei piani di contenimento del cinghiale da parte degli operatori faunistici volontari autorizzati e formati. In tali procedimenti pare venga sollevato il problema dell’uso illegittimo della licenza di porto di fucile per uso di caccia. In attesa di chiarimenti in merito, la Provincia di Brescia ha sospeso tutti gli interventi di abbattimento con il fucile da parte degli operatori faunistici”.

“In conseguenza di ciò la Provincia di Mantova – si legge – con prot. n. 33965 del 20/08/2018, ha formulato una richiesta di parere alla Regione Lombardia in merito alla legittimità dell’uso del fucile da parte degli operatori faunistici (allegata alla presente). In attesa di risposta da parte della Regione e di chiarimenti in merito ai procedimenti giudiziari riguardanti la Provincia di Brescia, in via cautelare, la Provincia ha disposto la sospensione degli interventi con il fucile da parte degli operatori faunistici, riguardanti piccioni e volpi. A quattro mesi di distanza nessuna risposta è pervenuta dalla Regione né chiarimenti sui procedimenti di Brescia, pertanto, oltre a reiterare la sospensione degli interventi con il fucile per i piccioni e le volpi, sembra necessario affrontare la questione anche per quanto riguarda l’utilizzo del fucile per il contenimento della nutria. Va detto che la nutria è riconosciuta quale animale dannoso da eradicare da tutte le normative vigenti (europea, nazionale e regionale), ma se il problema riguarda la legittimità dell’uso rispetto al porto d’armi, la questione potrebbe investire anche gli interventi di abbattimento con il fucile delle nutrie da parte degli operatori volontari di tipo A. Considerato che tali operatori rispondono direttamente ai Comuni, si ritiene doveroso informarli sul contenzioso in atto, in modo che ognuno possa decidere in merito”.

Per quanto concerne invece la vigenza dei Piani/Programmi di contenimento ed eradicazione della nutria “la questione assume – si legge – particolare significato anche con riferimento al problema dell’utilizzo del fucile, in quanto è indispensabile avere certezza sulla vigenza e legittimità dei piani contenimento. Ai sensi della LR 20/2002, con DGR n. 3818/2015, Regione Lombardia ha approvato il “Piano regionale di contenimento ed eradicazione della nutria 2015/2017” e successivamente ha pubblicato sul BURL Serie Ordinaria n. 5 del 02/02/2016 le “Linee guida per l’eradicazione della nutria in Regione Lombardia”. Su tali atti ISPRA ha espressa parere favorevole con indicazioni prescrittive, obbligatorio sui piani di contenimento, ai sensi della L. 157/1992. Sulla base del piano e delle Linee guida regionali, la Provincia, con successivi atti (DCP n. 35/2015, DGP n. 4/2016 e 6/2016, DCP n. 12/2017), ha approvato il “Piano provinciale triennale di contenimento ed eradicazione della nutria”. Nel corso del 2018, da più parti è stata espressa preoccupazione in merito alla possibile decadenza del Piano regionale e a cascata di quelli provinciali. Forse anche per dare risposta a tale situazione Regione Lombardia con DGP n. 165 del 29/05/2018 ha approvato il “Programma annuale 2018 del piano regionale di contenimento ed eradicazione della nutria 2018/2020” e, successivamente, ha trasmesso le nuove “Linee guida per l’eradicazione della nutria in Regione Lombardia”, che non risultano approvate con nessun atto. Nel trasmettere tali documenti, la Regione ha evidenziato la necessità di recepimento dei nuovi contenuti nei piani provinciali, anche quale adempimento per ottenere i finanziamenti regionali”.

“Al fine di adeguare i propri strumenti – si legge – e ottenere il finanziamento regionale, la Provincia di Mantova, con prot. n. 26735 del 27/06/2018 ha trasmesso alla Regione Lombardia il proprio programma annuale 2018 e la proposta di “Piano provinciale di contenimento ed eradicazione della nutria 2018/2020 della Provincia di Mantova in adeguamento alle Linee guida regionali 2018”, successivamente adottata con Decreto del Presidente n. 114 del 02/07/2018. In base alle Linee guida regionali, i piani provinciali dovrebbero essere approvati dalla Regione, che ha comunicato, nell’ambito di una riunione del Tavolo di Coordinamento, la corretta formulazione del Piano provinciale, ma non risulta alcun atto ufficiale di approvazione. E’ intenzione comunque della Provincia procedere all’approvazione in Consiglio Provinciale ma si ritiene comunque necessario un atto esplicito da parte della Regione a garanzia della legittimità e vigenza del piano. Al fine di proseguire gli interventi di contenimento della nutria, in sicurezza e legittimità da parte di tutti gli enti e soggetti che partecipano, si rende necessario che: Regione Lombardia fornisca risposte adeguate in merito all’utilizzo del fucile da parte degli operatori volontari, coinvolgendo anche le altre istituzioni dello stato competenti; sempre Regione Lombardia fornisca indicazioni in merito alla vigenza del Piano Regionale di contenimento ed eradicazione della nutria 2018/2020, delle Linee Guida Regionali, nonché del Piano Provinciale, a garanzia della legittimità degli atti e degli interventi operati dai Comuni e dagli operatori volontari. In conclusione si propone a tutti gli Enti del tavolo di coordinamento di condividere una lettera di sollecito alla Regione, per ottenere risposte e atti di legittimazione degli interventi di contenimento della nutria”.

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