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Busi, riunione fiume e volano
stracci. L'accusa: "Bilancio in rosso
di 300mila euro, non solo di 73mila"

La serata ha vissuto molti momenti di bagarre, che lasciano intendere che la questione Casa di riposo rimarrà infuocata per molto tempo, anche oltre la campagna elettorale. Del resto la miccia è stata accesa in tempi non sospetti parecchi mesi fa.

CASALMAGGIORE – Una serata infuocata presso il salone Marinai d’Italia, come del resto era ovvio che fosse visto il tema. Una serata da resa dei conti, quasi una sorta di processo, durata fin oltre la mezzanotte e iniziata alle 20 di venerdì sera. Si è parlato della Fondazione Conte Carlo Busi, che gestisce la casa di riposo di via Formis e del bilancio della stessa: da un lato il cda con il presidente Franco Vacchelli e i consiglieri Gianluca Goi, Angela Bigi e Roberto Merlo, assieme al direttore amministrativo Riccardo Marini; dall’altro sindacati e forze politiche e civiche, come Casalmaggiore la Nostra Casa e Listone, che hanno chiesto risposte con una serie dettagliata di domande. Sempre su quest’ultima sponda si trovavano anche i dipendenti, parsi per lo più poco convinti, a giudicare dalle reazioni, dalle risposte date.

Difficile sintetizzare i tanti numeri emersi, così come è giusto dire che due componenti del cda del Busi, Vacchelli e Merlo, sono oggi candidati consiglieri con una lista civica, quella che sostiene Orlando Ferroni come sindaco (Ferroni era presente alla serata così come l’altro candidato e sindaco in carica Filippo Bongiovanni, che ha poi lasciato l’assemblea verso le 21 per un impegno elettorale). La difesa da parte del Cda riguarda i tanti investimenti fatti, in particolare per migliorare il reparto Alzheimer e separarlo anche fisicamente dagli altri, per poter migliorare la cura dei pazienti, e per perfezionare la formazione del personale con corsi ad hoc. Senza dimenticare l’investimento sul palazzo delle Opere Pie, o ex Turati, che oggi è la nuova sede dell’Asst in piazza Garibaldi, e le accuse alla precedente gestione, che ha partecipato alla serata formulando una serie di domande scritte a sue volta.

L’accusa si sviluppa invece su più punti: dalla spesa proprio per il palazzo delle Opere Pie, certificata in 600mila euro iniziali e lievitata fino a 850mila; ai nuovi contratti dei dipendenti, definiti svantaggiosi dai sindacati; al rosso a bilancio, dichiarato in 73mila euro, ma che sarebbe – secondo gli accusatori – superiore a 300mila euro. “Una perdita dichiarata inferiore solo per un mero escamotage contabile legato alle sopravvivenze attive derivanti dallo scorporo dei terreni” è stato evidenziato da chi ha accusato il Cda attuale. Sempre secondo l’accusa è molto complicato riuscire a rientrare, dato che ora un nuovo mutuo da 300mila euro dovrà essere acceso per saldare la parte mancante dell’investimento sul palazzo Opere Pie, da aggiungere ai 600mila euro del primo mutuo (con interessi non così vantaggiosi, è stato evidenziato) da restituire in 15 anni. La serata ha vissuto molti momenti di bagarre, che lasciano intendere che la questione Casa di riposo rimarrà infuocata per molto tempo, anche oltre la campagna elettorale. Del resto la miccia è stata accesa in tempi non sospetti parecchi mesi fa.

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