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PSST in piazza, spazi
inadeguati e disagi: lo sfogo
di una mamma e una nonna

"Così non si può andare avanti - spiega - la struttura è inadeguata ed invece di essere andati verso un miglioramento siamo andati verso un peggioramento. Questo tipo di organizzazione degli spazi non va, sono male organizzati"

CASALMAGGIORE – Può un richiamo vaccinale diventare un momento di stress, e non per il vaccino quanto per l’ambiente e le modalità del servizio erogato e per tutto quello che ci sta intorno? Sì. Protagoniste di questa storia una mamma con due figli ed una nonna. Chiedono l’anonimato. Anche se ci tengono ad evidenziare il problema. “Tutto il discorso – ci racconta la mamma – parte dal richiamo per la vaccinazione dei bimbi nati nel 2013, come il mio. Quando quella vaccinazione fu fatta nel 2013 ci fu comunicato che avremmo ricevuto comunicazione per il richiamo. Avrei dovuto riceverla tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, ma non ricevo nulla”. L’Azienda si scusa e spiega che le lettere non arriveranno, ma il richiamo va fatto comunque.

A questo punto, essendo la mamma una mamma lavoratrice, a prenotare il vaccino al nuovo Presidio Socio Sanitario Territoriale va la nonna. Prende il numero ed attende il suo turno: un buon tempo d’attesa per sentirsi dire allo sportello che avrebbe dovuto rivolgersi direttamente all’ufficio vaccinazioni perché allo sportello prenotazioni non prendono prenotazioni per i vaccini. “Cosa che ho fatto – spiega la nonna – ritrovandomi in un budello dove c’erano bimbi che piangevano ed un ambiente troppo stretto per loro. Un caos totale: i bambini non sono soprammobili, quello non è l’ambiente idoneo per loro”. Un ufficio alla fine di un corridoio stretto. Lo stesso – a quanto ci racconta la stessa nonna – per le vaccinazioni dei bimbi e per gli invalidi. Nello spazio vacinazioni le viene spiegato che c’è un numero per le prenotazioni. La nonna chiama, la prenotazione è per giugno: “Ho solo chiesto di essere messa nelle prime ore, per evitare lo stress a mio nipote”.

Una mattina persa insomma, con tutto quello che questo comporta: “Così non si può andare avanti – spiega – la struttura è inadeguata ed invece di essere andati verso un miglioramento siamo andati verso un peggioramento. Questo tipo di organizzazione degli spazi non va, sono male organizzati e gli spazi non sono adeguati alle esigenze. E non è colpa del personale: Lorena e Laura sono state gentilissime e disponibilissime, non posso che lodarne l’opera. Non è comunque il solo problema”.

C’è il problema parcheggi: “Fuori il parcheggio è a tempo e non è detto che il tempo del biglietto sia sufficente a fare tutto. Torna comodo incassare ma bisognerebbe anche pensare che le persone che vanno lì non ci vanno in gita, ma perché ci sono dei problemi. Chiedo all’amministrazione se, almeno neglio orari di apertura si può sospendere il pagamento”.

Altra questione che solleva la mamma quella dell’oscultamento pre vacino. “Nel 2013 e nel 2014 quando ho fatto i vacini ai miei figli il medico li aveva oscultati entrambi. Adesso il medico non è presente e viene solo se lo richiedi. Mi auguro che sia stato solo un disagio passeggero perché io sono una mamma, e non un medico, e vorrei che fosse fatto il meglio per i miei figli, senza bisogno di sollecitazioni”.

Noi giriamo la richiesta all’amministrazione e all’ASST, nella speranza che i disagi possano essere quanto meno alleviati.

Nazzareno Condina

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