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Ore 13, passata la scadenza: a
Casalmaggiore nessun apparentamento
I 500 di Ferroni restano in bilico

Ferroni può considerarsi un'anima di centro-destra ma ha più volte spiegato di essere lontano da ogni partito e, in campagna elettorale, curiosamente ha attaccato più Bongiovanni di Vappina: insomma nulla appare troppo scontato.

CASALMAGGIORE – Nessuna sorpresa, ma anche un’ufficialità: alla fine Orlando Ferroni non si è apparentato con nessuno dei due candidati sindaco, Filippo Bongiovanni e Fabrizio Vappina, che correranno domenica 9 giugno per la carica di primo cittadino nel mandato 2019-2024. Nessun sentore di accordo nelle ultime ore, e negli ultimi giorni, e la certezza che è giunta alle 13 di domenica, quando la possibilità di apparentarsi scadeva per Casalmaggiore con la chiusura anche della seduta straordinaria degli uffici elettorali del comune.

Ciò significa che sulla scheda elettorale di domenica, gli elettori troveranno soltanto due nomi, quelli di Bongiovanni e di Vappina, appunto, e due liste per ciascun nome, ossia le quattro liste che sin dall’inizio hanno sostenuto i candidati. Casalmaggiore al Centro e Casalmaggiore è Viva per Bongiovanni, Casalmaggiore la Nostra Casa e Il Listone per Vappina: il fac simile della scheda elettorale, dopo il sorteggio della posizione, potrà ora andare in stampa senza aggiunte e soprattutto senza la presenza del logo della lista di Ferroni, la civica “Casalmaggiore nel Cuore”.

Sin qui le ufficialità, come detto: ciò non vieta comunque che da qui al 9 giugno i vari schieramenti possano parlarsi e fare accordi, ovviamente scritti, che andrebbero poi rispettati in caso di elezione. Ferroni ha forse sparato troppo alto quando, all’indomani del 27 maggio, a risultati ormai noti, ha chiesto addirittura di poter diventare vicesindaco o di avere un assessorato di peso in cambio del suo 6.6% di voti. Tradotto in soldoni: 500 voti che non sono molti, ma potrebbero rappresentare l’ago della bilancia in una competizione che vede in questo momento Bongiovanni in vantaggio di 400 lunghezze su Vappina, almeno stando all’esito del primo turno.

In vista del ballottaggio e al netto di accordi ufficiosi con Ferroni, vanno valutate altre due variabili: l’astensionismo che in genere cresce dal primo al secondo turno (fu così anche nel 2014, quando si registrò un -15% di affluenza da un turno all’altro) e l’assenza, il 9 giugno, di altre elezioni, come le Europee il 26 maggio scorso. Insomma, chi andrà alle urne stavolta lo farà solo per scegliere il sindaco, e di conseguenza il consiglio comunale, con preferenze ai candidati consiglieri bloccate dopo il voto al primo turno. Ferroni può considerarsi un’anima di centro-destra ma ha più volte spiegato di essere lontano da ogni partito e, in campagna elettorale, curiosamente ha attaccato più Bongiovanni di Vappina: ecco perché nulla da qui a domenica prossima può essere dato per scontato.

G.G.

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