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Vecchio Ospedale, ora
c'è anche un possibile
progetto: investitori cercasi

"L'idea - ha spiegato Bongiovanni - era quella di elaborare qualcosa che potesse attrarre i possibili investitori e dare ad ASST uno strumento che potesse facilitarne il compito. Il ponte riaperto, la ciclovia VenTo, un parcheggio funzionale e la vista spettacolare sul fiume"

CASALMAGGIORE – “Dal 1992, da quando la struttura fu chiusa, sull’Ospedale vecchio non è stato fatto più niente. Da 25 anni l’area è in stato di abbandono e rappresenta una ferita aperta nel cuore della città”. Una ferita aperta. Con queste parole il sindaco Filippo Bongiovanni ha presentato ieri mattina, insieme a Lara Cavalli (Ufficio Bandi Casalasca Servizi) uno studio di Archilabs per il recupero funzionale dell’ex ospedale. E’ un’ipotesi (non vi sono al momento acquirenti) e la struttura è dell’ASST di Cremona (quindi l’amministrazione nulla può direttamente) ma quello che l’amministrazione poteva fare l’ha fatto.

“Nel 2016 – ha proseguito il primo cittadino – dopo la riforma la struttura è passata dalla proprietà dell’Asl a quella di Asst. Né l’Asl ne ASST hanno la possibilità di intervenire economicamente per il recupero. Già nel 2014 avevo accompagnato io stesso possibili acquirenti perché, grazie anche ai fondi dell’housing sociale, si era presentata la possibilità di vendita, ma poi non se ne fece nulla perché il prezzo fissato allora era fuori mercato. Nel 2015 ci fu la riforma regionale della sanità e si perse un anno nell’attesa di capire di chi era la proprietà che nel 2016 finalmente passò all’ASST. L’ASST decise subito non avendo fondi a disposizione per nessuna operazione e facendo a fatica anche e solo in quelle di messa in sicurezza e conservazione, di metterla in vendita. A quel punto decidemmo come amministrazione di affiancarci all’ASST per agevolare la cessione. In accordo con ASST abbiamo partecipato al bando regionale Attract per immobili in disuso riuscendo ad intercettare 100 mila euro. Parte di quei soldi verranno spesi, già da questa estate, per rifare il porfido nel tratto tra via Cairoli, via XX settembre e vicolo ospedale. Il bando però chiedeva esplicitamente che una parte dei soldi venisse investita per beni immateriali. Da qui gli incentivi e l’elaborazione di un possibile progetto di recupero. Con la delibera 1338 del 19 febbraio di quest’anno, la Regione ha concesso ad ASST l’autorizzazione per la cessione a terzi dell’area. Da lì abbiamo affidato all’ufficio bandi che fa capo a Casalasca Servizi l’incarico di seguire l’operazione e l’ufficio bandi ha contattato Archilabs, agenzia specializzata in analisi di mercato, progettazione e rifunzionalizzazione di aree dismesse”.

AREA APPETIBILE – Col bando Attract (100 mila euro da Regione Lombardia) l’area è stata resa appetibile, molto più di altre aree urbane. Incentivi fiscali (Imu al 7.64 per mille, il minimo considerando la quota fissa statale che è il 7.60 per mille al comune resterebbe lo 0.04 e l’azzeramento della Tari per i primi tre anni) e la disponibilità dell’Amministrazione di fare in modo che ciò che alla stessa compete sia fatto nel minor tempo e con la maggior efficacia possibile. Ed ora anche un possibile progetto elaborato da una delle più importanti agenzie italiane in contatto con grandi gruppi che hanno i soldi – ce ne vogliono tanti – per investire in un’area che si affaccia al fiume e ricca di innegabile fascino. Un progetto elaborato seguendo il concetto che ha animato il recupero del Torrione e più ancora le parole dell’architetto Massimo Casolari che ha spiegato che per recuperare immobili in abbandono bisogna dar loro una funzione.

TRE LOTTI – Una superficie complessiva di 3800 metri quadri disposti su due piani il cui valore non è stato al momento quantificato. C’è solo un lotto dei tre previsti (quello della Chiesa e della parte più antica) che non è interessato alla progettazione essendo vincolato. Andrà recuperato così com’è. “La Chiesa con le opere del Ghislina – ha spiegato il sindaco – è in buone condizioni, la sagrestia e quello che c’è intorno no. E’ quello che c’è intorno che rischia di crollare”. La divisione in lotti funzionali permetterà ai possibili acquirenti di acquisire solo una parte o di farlo in più step. Non è detto che sia proprio il progetto elaborato da Archilabs quello poi che si andrà a realizzare. L’area è appetibile anche per investimenti legati all’edilizia. L’idea però di recuperare la parte più prossima al fiume per un ristorante che si affaccia a Po, magari con una struttura leggera in vetro acciaio è davvero affascinante. “L’idea – ha spiegato Bongiovanni – era quella di elaborare qualcosa che potesse attrarre i possibili investitori e dare ad ASST uno strumento che potesse facilitarne il compito. Il ponte riaperto, la ciclovia VenTo, un parcheggio funzionale e la vista spettacolare sul fiume sono elementi che speriamo possano invogliare qualche possibile acquirente”.

LO STATO DELL’ARTE – Al momento ASST fa fatica anche a fare le opere di ordinaria manutenzione. Tutto è abbandonato a se stesso e di fronte alle aree a maggior rischio crollo si è deciso di transennare. “Una ferita aperta” per una struttura che per decenni è stata vanto della città e nella quale, prima dela chiusura, si sono investite cifre davvero ingenti (si pensi solo al recupero dell’ingresso, un’investimento importante andato a finire poi nel nulla dell’abbandono). La strada adottata dall’aministrazione – per uno stabile peraltro che neppure le appartiene – potrebbe essere quella giusta anche in considerazione del fatto che difficilmente gli investitori potranno essere locali – se non magari riuniti in associazioni temporanee di impresa. Non resta dunque che aspettare che qualcuno si faccia avanti: l’area è appetibile, e un progetto di massima c’è. E non è cosa da poco.

Nazzareno Condina

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