Cronaca
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Discorso d’insediamento, Ficicchia: “lavoriamo insieme per il bene di Canneto”

“Oggi è un grande giorno per le Istituzioni Cannetesi, si torna alla normalità. Si chiude un’esperienza dolorosa, ma necessaria come il commissariamento, e con essa spero si chiuda una stagione di veleni infondati ed inopportuni"

Appello all’unità e alla responsabilità, promettendo impegno e passione nei progetti da realizzare alla cittadinanza per ridare lustro a Canneto sull’Oglio. Queste le parole d’ordine del discorso pronunciato dal neosindaco Nicolò Ficicchia, subito dopo il giuramento in occasione dell’insediamento della nuova amministrazione. Un intervento nel quale il primo cittadino ha più volte rimarcato l’importanza di rispettare “le persone, le loro idee, le competenze, le loro aspettative, il loro voto”, così da ridare slancio alla comunità di Canneto dopo la ferita del commissariamento.

“Signori Consiglieri, Concittadini, sono molto emozionato ed onorato di ricoprire il ruolo di Sindaco della nostra comunità, dopo aver giurato sulla Costituzione davanti a voi, rappresentanti di tutta la cittadinanza. La mia gratitudine va in primis ai nostri concittadini per la fiducia ed il rispetto mostrati nei nostri confronti. Sento il peso ed il dovere di non deluderli. Ho l’umiltà e la consapevolezza per ammettere che la mia elezione è il frutto del lavoro di una squadra, della credibilità di un gruppo di persone, che unite attorno a progetti ed ideali comuni hanno saputo offrire una proposta credibile agli occhi dei nostri concittadini. Ho questa consapevolezza perché è il motivo stesso per cui ho accettato di assumermi l’onere della candidatura. Perché sapevo che la mia giovinezza era compensata dall’esperienza dei componenti della lista; i miei limiti infatti saranno superati dalla squadra, le mie capacità saranno esaltate dal gruppo. Solo una grande squadra vince, solo una grande squadra può far crescere e divenire vincente un giovane ricco di entusiasmo e di una manciata di preferenze.

Il Sindaco non vince le elezioni da solo. Il Sindaco non può amministrare il paese da solo. Il Sindaco non è il fustigatore degli avversari. Il Primo Cittadino è al servizio della comunità e dei propri collaboratori. Per ben amministrare, per non fare danni, il Sindaco ha una primaria necessità: tenere unito il proprio gruppo, rispettando la cittadinanza e quindi il Consiglio che la rappresenta. Rispettando le persone, le loro idee, le loro competenze, le loro aspettative, il loro voto. Solo partendo da queste basi si può bene amministrare, solo da un lavoro plurale si può veramente ascoltare la comunità evitando di confondere i propri gusti personali con interessi, aspettative e passioni della collettività. Oggi è un grande giorno per le Istituzioni Cannetesi, si torna alla normalità. Si chiude un’esperienza dolorosa, ma necessaria come il commissariamento, e con essa spero si chiuda una stagione di veleni infondati ed inopportuni. Questo Consiglio Comunale, luogo di confronto civile e di condivisione di idee e progetti, nel suo ruolo di rappresentanza e di controllo, ha il compito ed il dovere di aprire una nuova fase storica della nostra comunità. A me, a noi, con grande senso di responsabilità, tocca portare avanti questo cambiamento, dando sostanza al desiderio di molte persone di essere protagoniste. Canneto ha bisogno di partecipazione, ha bisogno di nuove idee e di persone che si battano per realizzarle. Per questi motivi il nostro gruppo è convinto della necessità di ridare centralità al Consiglio Comunale riportandolo ad essere luogo di confronto e dialogo. Per questo la scelta del capogruppo di maggioranza è ricaduta su una persona che incarna questo spirito. Ringrazio Alessandro Pancera per la disponibilità ed il coraggio di affrontare e farsi carico dell’obiettivo strategico forse più ambizioso: la ricucitura del tessuto sociale della nostra comunità. Ci metteremo all’ascolto e collaboreremo con associazioni culturali, sociali, sportive, imprenditoriali e sindacali, nella ricerca di idee e soluzioni, che siano le migliori possibili per costruire una dimensione più vivibile e un tessuto sociale più ricco, aumentando il senso di appartenenza e la coesione sociale in un’epoca storica di incredibili cambiamenti che prefigurano scenari economico-sociali del tutto nuovi per la nostra comunità. Stravolgimenti epocali che solo reinserendo Canneto in una rete di rapporti istituzionali sovralocali potremo affrontare con la speranza di superare i molti ostacoli che la realtà ci porrà innanzi. Ciascuno di noi deve essere consapevole che occupiamo questa carica per gestirla con responsabilità e per restituire ai Cannetesi un paese migliore.

Nessuno di noi può o deve fare magie! In un’Amministrazione, ed in politica, non esistono maghi, non esistono cilindri, non esistono conigli bianchi. Alla stessa stregua non esistono alibi. Per ottenere risultati e cambiamenti, tutti noi possiamo e dobbiamo lavorare duramente con umiltà, impegno e serietà. I risultati, la realtà, ci daranno la misura qualitativa del nostro impegno. I cittadini con il loro voto sono stati, e saranno, l’unico vero metro di giudizio. Ciascuno di noi, cari consiglieri, è oggi chiamato ad un dovere primario: comprendere il peso ed il ruolo del nostro impegno e del nostro incarico di rappresentanza. Parola semplice, ma gravida di significati spesso dimenticati. La nostra è una Repubblica fondata sul principio di rappresentanza di una parte (da qui la parola partito), che ha l’obbligo di ascoltare e dialogare con le altre parti perché chiamata a governare il tutto qualora ottenga la maggioranza degli eletti. Il solo Sindaco nell’ordinamento italiano ha un’investitura diretta, sebbene mediata e mitigata dalla necessaria coesistenza con il Consiglio, organo supremo nella gerarchia amministrativa. Un bravo Sindaco è pertanto colui che sa unire, che sa dialogare con una fetta di cittadinanza maggiore rispetto a quella di chi lo ha votato inizialmente, ed anche a Canneto ne abbiamo avuto dei fulgidi esempi. Spero personalmente di essere all’altezza di questo compito e di questi esempi. E chiedo a voi Consiglieri di non venire mai meno all’obbligo di essere indipendenti e critici nel pensiero e nelle azioni. Auspico che sappiate anteporre dignità e rispetto delle Istituzioni a interessi di parte, o ragioni di opportunità, e che sappiate al contempo non essere faziosi abbandonando pregiudizi e toni da campagna elettorale. Auspico quindi che si possa lavorare insieme per il bene di Canneto ciascuno nel rispetto, e nella consapevolezza, del proprio ruolo. Con questo spirito di umiltà e fermezza inizio, questo nuovo impegno, insieme a voi Assessori e Consiglieri, sia di maggioranza che di minoranza. A tutti voi rinnovo il mio doveroso ringraziamento.

Chiudo con un’ultima riflessione. Il cambiamento, quello vero, non si ottiene dall’oggi al domani. Per avere un paese migliore c’è bisogno di professionalità e concretezza, si deve lavorare a progetti che durino nel tempo. Stiamo attraversando una congiuntura economica e sociale difficile e se alziamo lo sguardo ci accorgiamo che le criticità di Canneto esistono anche fuori dal nostro perimetro urbano, e proprio per questo esse vanno affrontate con una rete di rapporti istituzionali come quelli che abbiamo instaurato e vogliamo coltivare. Dobbiamo però essere consapevoli che il nostro paese potrà essere reso più funzionale con nuove opere pubbliche, potrà essere ravvivato attraverso manifestazioni ed iniziative, l’Amministrazione potrà avere sogni da realizzare e progetti da costruire; ma, ciò detto, Canneto, la nostra comunità, potrà essere rianimata se, e solo se, torneremo a lavorare insieme con impegno e passione! Perché se vogliamo che Canneto superi lo stallo serve che ciascuno di noi pensi a cosa può dare piuttosto che a cosa può chiedere o rivendicare, serve che ciascuno ami Canneto per ridargli vita, serve che anche nella narrazione pubblica torni a prevalere l’uso del noi rispetto all’io, serve che invece che essere rosi da manie di protagonismo, o peggio dall’indifferenza, si abbia la voglia di mettersi in gioco riconoscendo le proprie responsabilità. Come Cannetesi dobbiamo essere consapevoli che per cambiare non è sufficiente che questa passione l’abbia il Sindaco o la Giunta, serve che essa sia condivisa dalla comunità. Solo così si cambia! Un antico proverbio dice “se vuoi andare veloce vai da solo, se vuoi andare lontano cammina insieme agli altri”. Ai Cannetesi il nostro personale augurio, ed impegno, di tornare a guardare ed andare lontano. Nuovamente insieme! Per cambiare! Grazie!”

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