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"Il Corpus del Dialetto
Casalasco come strumento
per il futuro": il progetto Adafa

Il dialetto visto soprattutto come lingua locale, partendo dal monito delle Nazioni Unite, che spiegano che tra 50 anni solo 67 lingue sopravvivranno, se non si interverrà per tempo, e il 90% degli idiomi parlati nel mondo scompariranno.

CASALMAGGIORE – E’ un’operazione difficile, perché il dialetto ha una storia che parte da lontano, ancora più da lontano che la lingua italiana stessa e dunque, come tale, è stato tramandato per secoli in via orale piuttosto che scritta. Senza dimenticare la presenza di differenze linguistiche (pardon, dialettali) in ogni paese, ogni frazione, quasi in ogni rione o via. Eppure, con coraggio, un’operazione di catalogazione si può e si deve fare, per preservare la nostra storia e assieme la nostra identità.

In Biblioteca Mortara a Casalmaggiore è stato presentato il Corpus Dialettale Casalasco, che fa parte del più ampio Corpus Dialettale Cremonese, compilato da Adafa Cremona, con l’aiuto della presidente dottoressa Raffaella Barbierato e, per il Casalasco in particolare dai fratelli Alberto e Andrea Bernini. Proprio Alberto Bernini, introdotto da Sandra Furini della Biblioteca Mortara, ha illustrato il Corpus Dialettale. “E’ un percorso che riunisce opere in prosa o in versi di autori del nostro territorio, mediante un catalogo on line che consente di ritrovare semplicemente e velocemente i vari scritti con un motore di ricerca all’avanguardia”.

Dialetto come senso di appartenenza, tanto che quando questo è scomparso o è stato dimenticato o messo tra parentesi, è venuto meno anche il dna di quella comunità e quasi si sono spezzate le radici territoriali. Il dialetto visto soprattutto come lingua locale, partendo dal monito delle Nazioni Unite, che spiegano che tra 50 anni solo 67 lingue sopravvivranno, se non si interverrà per tempo, e il 90% degli idiomi parlati nel mondo scompariranno. Qualcuno ha già iniziato, purtroppo, a farlo. Ecco allora che la serata di presentazione a Casalmaggiore, con la proposta di realizzare una sorta di comitato del dialetto Casalasco, è una sorta di assist, usando una metafora sportiva, per il futuro. “L’idea è quella di preservare questo patrimonio, che rappresenta una vera e propria eredità immateriale per le generazioni a venire: si parte da questo Corpus, che è uno strumento, ma non ci si ferma qui” spiega Bernini.

Giovanni Gardani

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