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Sport e Solidarietà, il progetto
Pobic passa anche dalla serata
della Zanzarina d'oro di Calvatone

A partire da questo punto, il giornalista sportivo Giorgio Barbieri ha invitato gli ospiti ad offrire al pubblico alcune riflessioni stimolando subito Gian Carlo Ceruti, già Presidente della Federazione Ciclistica, poi Luciano Cesini e Remo Martini.

CALVATONE – Ospiti di rilievo venerdì sera, 21 giugno, alla Zanzarina d’oro di Calvatone per un interessante dibattito: l’Uomo, lo Sport e i suoi cambiamenti. Subito dopo gli onori di casa da parte di Franco Bordo, volontario dell’associazione Pobic che ha promosso l’incontro, il neo Sindaco di Calvatone Valeria Patelli, ringraziando gli organizzatori per gli eventi che promuove sul territorio, ha evidenziato l’attenzione che l’Amministrazione comunale riserva alle attività sportive come opportunità di crescita e unione della comunità che rappresenta.

A partire da questo punto, il giornalista sportivo Giorgio Barbieri ha invitato gli ospiti ad offrire al pubblico alcune riflessioni stimolando subito Gian Carlo Ceruti, già Presidente della Federazione Ciclistica. Ceruti non si è sottratto usando parole ferme, come d’altronde lo è stata la sua esperienza al vertice della Federazione: «Il mondo del ciclismo ha registrato profondi cambiamenti, più negativi che positivi. Il massiccio uso di sostanze dopanti, le pressioni psicologiche per raggiungere i risultati a tutti i costi, creano vittime e deludono aspettative, non solo tra gli atleti ma anche negli sportivi e cittadini. Una condizione che non riguarda solo il ciclismo e lo sport, mi pare uno specchio della nostra società di oggi».

Tema ripreso subito da Luciano Cesini, ex giocatore della Cremonese e tuttora attaccatissimo alla maglia grigiorossa: «Una competizione portata all’estremo sta intaccando le basi dello sport, la sua storia, le sue passioni. È mai possibile che oggi ragazzini di 9 anni, che poi sono ancora bambini, se hanno un filo di talento, vengono già affidati ad un procuratore? Così si diventa subito un mezzo, un mezzo per un gioco, per interessi anzi, di altri».

«Per questo esiste la Federazione Sport per tutti» incalza Remo Martini Segretario Fiasp. «Perché vogliamo dare luoghi, spazi, contesti in cui tutti possano esercitare la loro passione per lo sport, per l’ambiente, aggregandosi e condividendo momenti di socializzazione, senza l’assillo e lo stress della competizione». Un concetto ripreso ancora da Ceruti che rilancia: «I rapporti tra le persone sono sempre più improntati all’agonismo e questo non ci fa bene». Verso la chiusura lancia un sasso: «Vorrei uno sport sempre meno agonistico» che fa ripartire il dibattito anche tra il pubblico presente. Ma arriva l’ora della cena e allora tutti a tavola per sostenere il Progetto “Cuore Aperto” rivolto a bambini del mondo affetti da gravi patologie cardiache gestito dall’Associazione Pobic Onlus. Sport e solidarietà, così si conclude la bella serata.

V.R.

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