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'Vassilissa la Bella', giovedì
27 Stupor Mundi Russia
per i più piccoli (e non solo)

Vassilissa è la storia del passaggio di madre in figlia, di una generazione in generazione, del potere, della forza e dell’intuito che caratterizzano l’anima femminile. Questo grande potere, l’intuito, si compone di capacità di veder dentro

CASALMAGGIORE – Tratto dall’omonima fiaba russa di Aleksandr Afanas’ev, “Vassilissa la Bella” è il nuovo spettacolo per bambini che i Casalmattori presentano in occasione delle serate Kids, organizzate dalla Biblioteca Mortara e nell’ambito della rassegna Stupor Mundi, quest’anno dedicata alla Russia. Alla terza partecipazione, prima con la Conferenza degli Uccelli, fiaba persiana e poi con Le Calze dei Fenicotteri, fiaba sudamericana, quest’anno la compagnia si cimenta con la fiaba della tradizione russa per antonomasia, da cui è stata tratta ispirazione per la costruzione, come di consueto, di un testo completamente riscritto e originale che uscisse dalla dimensione narrativa della fiaba per assumere le caratteristiche di copione teatrale; la sceneggiatura è un lavoro impegnativo che Arianna Novelli, con la sua abilità, ha portato sempre a magistralmente compimento.

In questo testo sono presenti tutti i clichés della fiaba tradizionale: la bella fanciulla, rimasta orfana di madre, viene lasciata dal padre alle cure di una matrigna e alle tre perfide figlie di lei. Dovrà attraversare un periodo di grandi difficoltà, dovuto alle angherie che le infliggerà quella nuova e indesiderata famiglia e in seguito affrontare un viaggio, attraverso il bosco, che la porterà a trovarsi a tu per tu con le sue paure più profonde, personificate nella mitica figura della Baba Jaga. Grazie alla saggezza infusa dalla madre in un oggetto a lei tanto caro, una bambola magica, Vassilissa riuscirà a superare tutti gli ostacoli posti sul suo cammino, a raggiungere la consapevolezza di sé e l’amore.

Se inizialmente la fiaba fa pensare a Cenerentola, addentrandovici e leggendola attentamente ci si accorge che in realtà cela ben altro: mostra le fasi che una fanciulla attraversa nel diventare da bimba una donna. In effetti La perdita della madre in età pre-puberale rappresenta il taglio del cordone ombelicale, la nuova famiglia impersonata dalla matrigna e dalle sorellastre che per lei provano solo invidia e cattiveria, sentimenti ben lontani dall’amore, lo scontro con il mondo esterno e le sue insidie che si incontrano fuori dall’ambiente protetto della famiglia, la baba-jaga inizialmente figura oscura e minacciosa si rivela essere una sorta di guida, di maestro da cui apprendere gli insegnamenti chiave utili nella la fase evolutiva della donna che, superate le paure iniziali, impara a cavarsela scoprendo quante e quali sono le proprie potenzialità e infine il figlio dello zar, è il riscatto dagli errori, dalle paure e dalle ingiustizie subite è la fine di alcune fatiche e forse l’inizio di altre, è la rinascita e la consapevolezza di sé. Rimane un personaggio fondamentale in questa incredibile fiaba, che come sempre ci ha catturato il cuore, la bambola che altro non è che l’amore materno, un amore totale e imperituro che ci accompagna per tutta la vita qualunque cosa accada, è l’amore più grande, il rifugio sicuro, la conferma che la nostra esistenza ha un significato.

Vassilissa è la storia del passaggio di madre in figlia, di una generazione in generazione, del potere, della forza e dell’intuito che caratterizzano l’anima femminile. Questo grande potere, l’intuito, si compone di capacità di veder dentro, di ascoltare, di sentire fino ad arrivare a quella forma speciale del sapere, del percepire in anticipo che, a volte pure inconsapevolmente, appartiene a tutte le donne.

« Sono le mie ultime parole, bambina mia. Se ti perderai o avrai bisogno di aiuto, domanda alla bambola che fare e sarai assistita. Tieni la bambola sempre con te. Non parlarne con nessuno e nutrila quando ha fame. Questa è la promessa di tua madre e la mia benedizione».

La sceneggiatura e la regia sono di Arianna Novelli, la scenografia di Alessia Cortellazzi, suoni e proiezioni sono a cura di Luciano Ongari. Le musiche sono tutte appositamente tratte dal repertorio classico dei più importanti e noti compositori russi, Prokofiev, Chaikovsky, Mussorgsky, Korsakoff, Kachaturian, Shostakovich

In scena: Mara Serini, Sergio Bini, Giovanna Anversa ,Jacqueline Azzini, Silvia Bernardelli, Lisa Mardegan, Alessia Cortellazzi, Matteo Gardani, Arianna Novelli, Lorenzo Lupoli e la piccola Margherita Rolli GIOVEDI 27 GIUGNO ore 21.30 Cortile della Biblioteca A.Mortara (Museo del Bijou) Casalmaggiore CR – INGRESSO LIBERO

Giovanna Anversa

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