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Il muro del maratoneta, nello
sport come nella vita: il libro di
Merlini presentato a Piazza Spagna

Cambiare o essere consapevoli di come affrontare i momenti di crisi per superarli e raggiungere la meta, in sostanza. La maratona come prova di resistenza ed esistenza, nella quale Merlini s’è spesso ritrovato.

CASALMAGGIORE – Cultura e sport, un’accoppiata che s’è dimostrata vincente per uno degli appuntamenti più stimolanti nel panorama della fiera di Piazza Spagna, che a Casalmaggiore si avvia al gran finale previsto per domenica sera. Claudio Merlini ha presentato il suo libro, un romanzo di sport e di vita, intitolato “Il muro del maratoneta”. Un appuntamento voluto, in concerto con la Pro Loco che organizza la fiera, dall’Atletica Interflumina, che soltanto la sera prima aveva organizzato in piazza Garibaldi le gare per i più giovani. Dalla pratica alla teoria, per così dire.

Anche se ne “Il muro del maratoneta” c’è molto più dello sport, c’è una metafora della vita, partendo da uno degli sport più faticosi ma anche più gratificanti, se non per i media, per se stessi. “Questo romanzo è la storia di un uomo qualunque, non parla di vittorie epiche, ma di sacrificio. E io mi ritengo un mediano, alla Oriali, per citare quella canzone di Ligabue” ha detto Merlini, presentato da Claudio Ardigò, presidente del Csi di Cremona e già presidente del Marathon Cremona.

In sala, assieme a una quarantina di presenti, Carlo Stassano e Liliana Stagnati per l’Atletica Interflumina, oltre ai vertici Pro Loco. Il muro del maratoneta, in gergo, è considerato il blocco che colpisce alcune volte il maratoneta all’incirca al 25esimo chilometro di gara (su 42 totali) dovuto a un calo di zuccheri. Una metafora, appunto, perché se si è consapevoli di quella possibile difficoltà, la si può poi superare ed è la stessa difficoltà che si può incontrare nella vita. Cambiare o essere consapevoli di come affrontare i momenti di crisi per superarli e raggiungere la meta, in sostanza. La maratona come prova di resistenza ed esistenza, nella quale Merlini s’è spesso ritrovato.

Dal messaggio contro le scorciatoie, perché il muro non va mai aggirato ma affrontato; al personaggio femminile del romanzo, che rappresenta proprio la forza che sa dare la donna nel sacrificio, la sua capacità di soffrire; ad una riflessione sulle razze in via d’estinzione, ma è la razza umana – è stato rimarcato – ad essere a rischio, perché ci tolgono l’umanità o almeno questa sta venendo sempre meno. Prima della presentazione non è mancato da parte di Stassano il ricordo di Giovanni Moreschi, colonna Pro Loco, che si è sposato ad una serata di sport. “Perché Giovanni – ha ricordato Stassano – era un “poliglotta” dei grandi eventi a Casalmaggiore, a tutto tondo”.

G.G.

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