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Rotonda Penny, problema
pedoni e bici: tante le
questioni che restano aperte

E' davvero - una rotonda siffatta - la soluzione al male o, per come pare, non introduce altri e gravosi problemi a sfavore dell'utenza debole, sostituendo problemi con altri problemi?

CASALMAGGIORE – Cinque ingressi e quattro uscite. E tra le varie, quella di una pertinenza privata (un garage) che si affaccia proprio sulla Rotonda. La Rotonda è quella nuova del Penny che modificherà radicalmente la viabilità dell’area. Forse (bisognerà vedere alla luce dei fatti) in positivo per i mezzi a motore. Di certo in negativo per pedoni e velocipedi che avranno molta meno sicurezza di quella che c’era con l’incrocio semaforico che – se non altro – consentiva ai pedoni di passare con lo stop delle auto.

La questione non è di poco conto: dall’altra parte della provinciale – altra parte rispetto al centro città – gravano quartieri residenziali popolosi. Sulla direttiva opposta tre attività (Famila, Penny Market e Acqua e Sapone) frequentate. Difficile pensare ad un attraversamento in piena sicurezza e difficile pensare pure ad un rallentamento delle auto soprattutto nella direttiva che dalla rotonda Po porta verso la rotonda Conad: ampio il raggio di curvatura con le auto che di certo non rallenteranno.

Nei giorni scorsi numerose sono state le segnalazioni relative all’attraversamento pedonale. La Rotonda deve ancora essere portata a termine ma già si notano alcuni particolari che di certo non tranquillizzano. Le strisce esistenti (non siamo in grado al momento di dire se resteranno nell’ubicazione che poi era quella del vecchio semaforo) sono distanti dall’incrocio. Facile pensare che chi attraverserà non lo farà certamente da lì. Difficile pensare anche ad un’ubicazione strettamente connessa alla Rotonda. Una Rotonda pensata – almeno questa è l’impressione – per un’area extraurbana e calata in un’area fortemente urbanizzata.

Non resta che attendere il termine dei lavori per fare delle valutazioni più approfondite ma quel che si vede adesso di certo non tranquillizza. Tante le domande che restano aperte. Come si garantirà la sicurezza dei pedoni e delle biciclette? Come si garantirà la precedenza ai pedoni e ai velocipedi in fase di attraversamento? Come verrà garantita la sicurezza durante il carico e scarico merci in attività che già problematiche erano prima (Acqua e Sapone, per esempio) e che adesso vedono ulteriormente ridotto lo spazio di manovra? Come verrà garantita la decelerazione (obbligata) nella direzione rotonda Conad per chi proviene dalla Rotonda di Ponte Po? Soprattutto neglio orari di punta come verrà garantito il passaggio di chi si immette sulla provinciale dalle strade minori e dalle attività commerciali?

E’ davvero – una rotonda siffatta – la soluzione al male o, per come pare, non introduce altri e gravosi problemi a sfavore dell’utenza debole, sostituendo problemi con altri problemi? Tutte questioni alle quali – non abbiamo dubbi – l’amministrazione provinciale sarà in grado di dare risposte – si spera – in tempi brevi. Su quella strada, a piedi o in bici, passano ragazzi che vanno a scuola, mamme e anziani che vanno a fare la spesa, residenti che vanno verso il centro città e gli stessi che poi rientrano alla loro dimora. Una questione non di poco conto. Meglio preoccuparsi prima che dover rimediare poi.

Nazzareno Condina

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