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Area Lido, verde e sporco. I
'Ragazzi di vita' e l'amaro
sfogo di Jessica Lazzarini

"Niente da fare - prosegue Jessica - cestini mezzi vuoti e sporcizia nell'erba, sulla strada, attorno al parco, accanto alle giostre. Insomma, ovunque, tranne che dove avrebbe dovuto essere. Il parco rispecchiava tristemente la realtà"

CASALMAGGIORE – Il cervello è un organo sopravvalutato. Soprattutto da chi al suo utilizzo vi ha già rinunciato da tempo. Tra i fenomeni da baraccone un ruolo importante ce l’hanno anche e soprattutto i frequentatori serali e notturni dell’area Lido. Quelli che scambiano da sempre il prato e il territorio per un’immensa pattumiera dove riversare di tutto: dal resto degli aperitivi alle bottiglie e ai bicchieri in plastica. A dare voce ad un sacrosanto sfogo Jessica Lazzarini, fondatrice insieme a Maurizio Stradiotti dei TrashBusters che si occupano di operazioni di pulizia di tratti di strade ed argini.

“Questa mattina presto (domenica, per chi legge, ndr) sono andata a fare un giretto di raccolta schifezze in zona Lido Po. Tra le giostre spente, l’erba umida di rugiada, le ombre fresche e il canto degli uccellini. Inutile dire che c’era di tutto e, forse, domani sarà anche peggio. Nel parco ci sono, oltre al raccoglitore per la cacca dei cagnolini, ben quattro cestini, più diversi bidoni posizionati dagli ambulanti più altri due bidoni condominiali sistemati da Casalasca Servizi”. Orpelli inutili per le teste vuote.

“Niente da fare – prosegue Jessica – cestini mezzi vuoti e sporcizia nell’erba, sulla strada, attorno al parco, accanto alle giostre. Insomma, ovunque, tranne che dove avrebbe dovuto essere.
Il parco rispecchiava tristemente la realtà odierna: indifferenza, poco rispetto per tutto e per se stessi, ingratitudine verso ciò che abbiamo. Mi rivolgo soprattutto ai ragazzi, dal momento che il parco, nelle ultime serate, è stato frequentato in maggior parte da loro: ci si può divertire e, al contempo, rispettare i luoghi dove viviamo. E basta veramente poco. Come scrive il mio amico Damiano (Damiano Chiarini, ndr) se ognuno di noi su 11 rifiuti ne raccogliesse 10, in due mesi avremmo risolto il problema”.

Niente da fare, come dice Jessica. Più semplice cavare sangue dalle rape che sperare in un brillamento di intelligenza.

N.C.

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