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Blood, Food & Beer: Andrea
Cervetto sublime. Straordinario
concerto dei Dire Strato

Andrea Cervetto, sul palco con 5 chitarre diverse e rigorosamente senza plettro, in modo da pizzicare le sei corde con le dita a guisa di Mark Knopfler, ha mostrato una tecnica sublime

CASALMAGGIORE – C’è tribute band e tribute band, e quella capeggiata da Andrea Cervetto merita grande considerazione, come è testimoniato dai grandi applausi ricevuti sul palco dell’Avis sabato sera.

Nel week end si è svolta in Baslenga la festa Blood, Food & Beers, organizzata dagli Amici di Casalmaggiore e dalla Kolosseo di Franco Frassanito e Marco Bianchi. Gastronomia di ottima qualità garantita dalla tradizione Avis e dal supporto dei cuochi di Quattrocase, e pure musica da leccarsi i baffi.

Ad aprire la rassegna, venerdì sera, lo spettacolo di Bernardo Lanzetti e dei suoi Extra, un successo annunciato. Sabato sera è stata la volta dei Dire Strato, tribute band dei Dire Straits come ne circolano parecchie, ma questa è davvero degna del massimo rispetto.

Front man, nei panni di quel Mark Knopfler che si stava esibendo nello stesso momento sul palco di Lucca, Andrea Cervetto, leader anche del gruppo Il Mito New Trolls e spesso sul palco a ripercorrere le orme di Jimi Hendrix. Per lui basti il fatto che Brian May, chitarrista dei Queen, lo ha voluto nel lungo tour del musical We will rock you. Così come ha voluto Alex Polifrone, batterista e seconda voce, anche lui sul palco dell’Avis assieme al fratello Paolo Polifrone, basso, già al seguito di artisti quali Loredana Berté, Alex Britti, e la sera prima al fianco di Ultimo. Alle tastiere Giuliano Lecis è stato sostituito all’ultimo da Johnny Pozzi, anche lui del Mito New Trolls, che ci ha messo un attimo ad adeguarsi al sound.

Mancava Marco Filippini, seconda chitarra, ma nessuno se ne è accorto nonostante la chitarra base (nei Dire Straits imbracciata prima da David Knopfler poi da Hal Lindes) sia sempre stata fondamentale per appoggiare le finezze tecniche di Mark.

Andrea Cervetto, sul palco con 5 chitarre diverse e rigorosamente senza plettro, in modo da pizzicare le sei corde con le dita a guisa di Mark Knopfler, ha mostrato una tecnica sublime, esplosa in quello che forse è il cavallo di battaglia del gruppo britannico, Sultans of swing, eseguita con grande precisione.

A grande richiesta il bis, Walk of life, con tutti davanti al palco ad applaudire i protagonisti di una bella serata, accarezzata da una brezza scozzese, per un ultimo omaggio alle origini di quel settantenne che stava deliziando Lucca.

Vanni Raineri

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