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Sinistra in Festa: oasi lancone e isola Maria Luigia, ambienti da preservare

GUSSOLA – L’oasi Lancone e l’Isola Maria Luigia, in gran parte posti in territorio gussolese, sono due polmoni verdi da difendere e preservare. Per discutere della loro valorizzazione e degli aspetti gestionali si è tenuto martedì sera, nell’ambito di Sinistra in Festa, un interessante incontro pubblico, al quale ha partecipato un buon numero di cittadini.

I progetti regionali e comunitari, i finanziamenti pubblici, e il recente riconoscimento Unesco che ha individuato da Parigi il Medio Po come Riserva della Biosfera sono importanti tasselli che rischiano di passare sopra la testa dei cittadini che vivono in questi territori, e che invece sono un elemento fondamentale se si vuole perseguire l’ambiziosa volontà di valorizzarli.

Sul palco della Sala Polivalente Giovanni Paolo II erano presenti il tecnico dell’amministrazione provinciale Damiano Ghezzi, il sindaco di Gussola Stefano Belli Franzini, il presidente di Legambiente Cremona Luigi Rizzi, il delegato Lipu per la provincia di Cremona Simone Balbo e l’ambientalista Cesare Vacchelli. A coordinare il dibattito, il giornalista del Piccolo Vanni Raineri.

Tanti sono stati gli aspetti toccati nel corso della serata, prima di lasciare spazio alle domande del pubblico. Ha iniziato Ghezzi illustrando i contenuti tecnici delle due aree oggetto del dibattito. Simone Balbo ha invece illustrato, con contributi audiovisivi, le peculiarità delle aree, in particolare la loro importanza faunistica, in quanto vi nidificano diverse specie tra le quali alcune oggetto di protezione speciale.

Da qui il primo dilemma: limitare al massimo il disturbo di queste specie evitando il contatto con l’uomo o favorire la fruizione da parte dei cittadini? Da una parte Vacchelli ha detto di propendere per la prima ipotesi, Belli Franzini ha sottolineato come le due cose non siano necessariamente conflittuali. Stranamente, sotto questo aspetto si realizza un’alleanza tra ambientalisti e proprietari delle aree golenali in questione, che in nome della proprietà privata spesso ne inibiscono l’accesso.

E questo è stato un altro dei punti toccati: che senso ha che i sempre più frequenti visitatori che percorrono la ciclabile Ven-To siano accolti all’ingresso di strade sterrate che si dirigono verso la golena da pannelli illustrativi di ciò che li attende più avanti, se pochi metri oltre ci sono sbarre (quando non cancellate con muretti che rendono impossibile anche il passaggio pedonale) che impediscono loro di transitare?

Il sindaco di Gussola ha difeso il diritto dei privati, che spesso sono stati oggetti di valdalismi e furti, certo è con loro che va trovato un accordo che difenda sia gli interessi eonomici che la possibilità di visitare aree appetibili per gli amanti della natura.

Il dibattito ha toccato poi l’antico tema della bacinizzazione del Po, il bracconaggio ittico, il problema degli interenti spot degli ultimi decenni, senza un progetto unitario di sviluppo, il campanilismo del territorio, la difficoltà di confrontarsi con una burocrazia che sfinisce, e anche l’interesse delle giovani generazioni. Nonostante la buona presenza di pubblico, si è notato come il più giovane in sala fosse proprio il sindaco. Come conciliare dunque l’interesse ecologista dei giovani sulle orme di Greta Thunberg con il disinteresse manifestato in occasioni come questa?

Vacchelli ha anche lanciato un grido d’allarme, almeno nella sua ottica, riguardo i progetti Ti-Bre e Cremona-Mantova, che potrebbero decollare grazie all’indicazione di opere di grande interesse, e quindi affidate a un commissario con ampi poteri decisionali.

V.R.

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