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Al via la raccolta del
pomodoro. Coldiretti Mantova:
rese più basse ma qualità buona

"Purtroppo il meteo ha inciso molto – spiega Davide Rocca, tecnico del Consorzio Casalasco del pomodoro -. Contiamo di recuperare qualcosa su quelli tardivi, che hanno beneficiato di condizioni climatiche più adatte e che potrebbero farci rivedere al rialzo le stime di fine stagione”.

Campagna di raccolta del pomodoro al via in Lombardia, con l’aspettativa  di sfiorare i cinque milioni di quintali, una cifra più bassa di circa l’8% rispetto al 2018. Questa è la stima indicata dalla Coldiretti regionale attraverso un comunicato stampa. Effetto dei cambiamenti climatici, che hanno pesato notevolmente sullo sviluppo vegetativo della pianta, in particolare nel mese di maggio, eccessivamente piovoso e con temperature al di sotto della media stagionale.

“Lo stress legato alle precipitazioni molto marcate lo scorso maggio ha tagliato le rese” conferma Fabio Perini, produttore con 18 ettari di pomodoro e presidente della cooperativa Quadrifoglio e conferente al Consorzio Casalasco del pomodoro tramite Apol. “Sui primi pomodori raccolti stiamo registrando una resa inferiore ai 500 quintali per ettaro, contro una media aziendale che si aggira normalmente sugli 800 quintali. Abbiamo però aspettative diverse per i pomodori medi e tardivi”. Il calo delle rese ha, però, effetti normalmente positivi sulla qualità. “Il grado zuccherino del prodotto è comunque abbastanza alto – conferma Perini, – anche se in chiave di fatturato difficilmente un  grado brix elevato riuscirà a compensare il calo produttivo. Vedremo nei prossimi giorni come andrà la raccolta”.

Antonio Paganini, agricoltore e contoterzista di San Fermo di Piubega, domani inizierà le operazioni di raccolta su circa 300 ettari complessivi. “Ci aspettiamo una produzione scarsa sui precoci, seminati per colpa del meteo in ritardo di due settimane rispetto agli anni scorsi – confessa –. Le produzioni di pomodori medi e i tardivi, invece, per ora sembrano molto promettenti. L’importante è che i cambiamenti climatici non colpiscano nuovamente, compromettendo le produzioni”. Anche per Davide Rocca, tecnico del Consorzio Casalasco del pomodoro, la prima realtà italiana nella coltivazione, produzione e trasformazione dell’oro rosso, il meteo ha avuto un impatto nella produzione del pomodoro. “Purtroppo il meteo ha inciso molto, contiamo di recuperare qualcosa su quelli tardivi, che hanno beneficiato di condizioni climatiche più adatte e che potrebbero farci rivedere al rialzo le stime di fine stagione”.

In Lombardia – precisa la Coldiretti regionale – il pomodoro è coltivato su oltre 7 mila ettari di terreni, che si trovano quasi per l’80% tra le province di Mantova (circa 3.800 ettari) e Cremona (intorno ai 2.000 ettari). Quello del pomodoro è un comparto che in Italia – sottolinea Coldiretti – mette in moto una filiera di eccellenza del Made in Italy che coinvolge circa 7.000 imprese agricole, oltre 90 imprese di trasformazione e 10.000 addetti, che esporta poco meno di 2 miliardi di euro di derivati del pomodoro in tutto il mondo. L’Italia è il secondo produttore mondiale di pomodoro dopo la California e prima della Cina ma ha il primato dell’Unione Europea davanti a Spagna e Portogallo.

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