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Sacchi neri nel mezzo che
raccoglie l'umido. La GEV
Francesca Isidori protesta

Sono domande che giriamo a Casalasca, sicuri di una spiegazione plausibile a quella che, a prima vista, può sembrare una stortura. Naturalmente disponibili a pubblicare ogni spiegazione in merito

CASALMAGGIORE – Differenziata sì o no? Qualche dubbio resta, quantomeno a giudicare dalle foto, scattate questa mattina, da Francesca Isidori, Guardia GEV. Protagonista degli scatti effettuati in prossimità del centro, uno dei mezzi di Casalasca Servizi adibiti alla raccolta dell’umido organico compostabile. Nelle immagini si notano bene sacchi che di compostabile hanno molto probabilmente ben poco e non dovrebbero neppure essere raccolti.

Così come capita per il secco, quando non è adeguatamente differenziato, o per il vetro lattine. I contenitori in genere vengono lasciati laddove si trovano e viene affissa apposita segnalazione che la differenziazione è errata.

La segnalazione era già stata fatta in passato – quella del dubbio sulla raccolta – dalla stessa Isidori, ma le foto testimoniano oltre ogni ragionevole dubbio che può capitare e capita che la raccolta venga fatta in maniera promiscua. Almeno così sembrerebbe.

A questo punto però un dubbio sorge. Perché a volte vengono lasciati i sacchetti con le segnalazioni ed in questo caso si carica anche il (presumibile) secco o il (meno presumibile) sacco non compostabile? E, come in questo caso, è possibile raccogliere rifiuto non differenziato con i mezzi adibiti all’umido? E’ possibile allora raccogliere con lo stesso mezzo rifiuti diversi? E se sì, perché allora non vengono raccolti tutti i sacchi anche quando non sono ‘idonei’? Svista o errore umano (può capitare) o prassi comune?

Sono domande che giriamo a Casalasca, sicuri di una spiegazione plausibile a quella che, a prima vista, può sembrare una stortura. Naturalmente disponibili a pubblicare ogni spiegazione in merito.

N.C.

 

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