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Generazione Viadana 2020
e la pipeline abbandonata:
"Una delle pagine più tristi"

A “caricare” questa volta è il gruppo Generazione Viadana 2020, di fatto una sorta di costola giovanile del gruppo Viadana Davvero 2020, che già prepara il campo alle prossime elezioni amministrative.

VIADANA – A “caricare” questa volta è il gruppo Generazione Viadana 2020, di fatto una sorta di costola giovanile del gruppo Viadana Davvero 2020, che già prepara il campo alle prossime elezioni amministrative, stimolando la discussione con diverse proposte d’attualità. Un tema che invece affonda le sue radici nel passato, ma non ha poi visto sviluppi, è quello della pipeline.

“Era il 2004 – si legge nel post pubblicato su Facebook – e la Gazzetta di Mantova scriveva: “A Viadana nascerà presto una banchina commerciale con annessa pipeline per effettuare in sicurezza i trasporti verso l’area industriale e, in particolare, verso il polo chimico. Un’intesa in merito è stata ufficializzata ieri a palazzo di Bagno tra Comune di Viadana, Provincia, Azienda per i Porti di Mantova e Cremona e Regione Lombardia. La spesa (1.400.000 euro) verrà suddivisa tra Regione e Provincia. L’opera consentirà di spostare dalla strada all’acqua il trasporto di 100mila tonnellate di metanolo all’anno, pari a circa 4.500 camion”.

“È così fu – prosegue il post – . In tempi stranamente ragionevoli venne realizzato un pontile attrezzato sulla sponda sinistra del fiume Po. L’infrastruttura nacque per dotare il distretto industriale viadanese del legno di un punto attrezzato per il trasferimento di liquidi infiammabili e prodotti chimici, tramite pipeline, destinati all’industria chimica a cui il distretto è direttamente collegato. Il pontile è idoneo all’ormeggio di navi di classe V con chiatte o navi fluviomarittime. Attraverso una pipeline di 700 m, il prodotto è pompato dal fiume a campagna dove è realizzata un’area di consegna. Si trattava di un primo lotto funzionale di infrastrutture portuali dedicate al trasporto di prodotti chimici liquidi e sfusi. In quest’ottica i maestri dello spreco che lo avevano immaginato intendevano inserirlo nell’ambito della realizzazione del raccordo ferroviario dalla stazione di Cremona-Viadana, passando in prossimità della banchina fluviale sul Po di Casalmaggiore. Opera peraltro costata centinaia di migliaia di euro di progetti e mai realizzata. Da allora il nulla, o quasi”.

“Il 30 ottobre 2013 – prosegue lo scritto – OglioPoNews scriveva: “Risorse bloccate e pochi fondi, in tempo di crisi, ma se non altro una speranza arriva dalla pipe-line di Viadana: l’impianto di circa 700 metri che collega la banchina fluviale sul Po ad un’area di stoccaggio ad uso pubblico, potendo trasportare sostanze fluide utili proprio alle aziende del viadanese, potrà presto ripartire infatti, grazie ad un finanziamento di 100mila euro. La pipe line, realizzata nel 2004 grazie al protocollo d’intesa tra Regione Lombardia, Provincia di Mantova, Azienda regionale per i porti di Cremona e Mantova e comune di Viadana, doveva nelle intenzione togliere camion cisterna dalle strade, evitando il trasporto di sostanze pericolose, quali il metanolo. Tutto questo spostando il trasporto sulle bettoline che viaggiano sul Po. Fu poi la ditta Sadepan, sempre nel 2004, a completare l’opera, realizzando un tubo di collegamento sotterraneo dalla riva del fiume al proprio stabilimento, per favorire il passaggio di suddette sostanze. Con l’arenarsi di contributi economici da parte dei soggetti interessati, però, il progetto saltò. Oggi, grazie anche all’azione del presidente della consulta d’area Casalasco-Viadanese Ercole Montanari presso la Camera di Commercio di Mantova, della quale Montanari è peraltro ex presidente, il finanziamento di 100mila euro (50mila subito, la restante metà nel 2014) potrebbe portare a sbloccare una situazione che si stava facendo pesante. In questo modo le intese, sottoscritte esattamente dieci anni fa, non resterebbero una bella promessa affondata a metà del guado, ma potrebbero nuovamente essere perseguite”. Poi di nuovo il nulla! Quindici anni passati inutilmente. Una infrastruttura ormai in evidente stato di abbandono, fiumi di denaro pubblico investiti e decine di pagine di giornali che per anni hanno costruito l’unica vera eredità di quest’opera: le chiacchiere! Va trovata una soluzione definitiva per chiudere una delle pagine più tristi dell’ultimo ventennio amministrativo locale. Aspettiamo fiduciosi”.

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