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Gianpaolo Fattori, sono
lacrime di gioia: da Canterbury
è arrivato a Roma 78 giorni dopo

Settantotto giorni dunque, e 2300 chilometri. Un po’ alla volta, giorno per giorno, ma sempre senza fermarsi. Un’estate decisamente fuori dall’ordinario. Il cammino doveva durare 60 giorni, è durato 18 giorni giorni in più. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

ROMA – “Faccio una diretta Facebook, anche se so già che piangerò come un cammello, perché guardate cosa c’è davanti a me”. La telecamera del cellulare si sposta rapidamente in avanti, dove si staglia la sagoma inconfondibile della più importante chiesa cristiana del mondo.

Gianpaolo Fattori ce l’ha fatta. Arrivando esattamente il giorno di Ferragosto a Roma, a San Pietro e concludendo così il tratto più lungo possibile della via Francigena. Partito dalla Cattedrale di Canterbury, in Inghilterra, dopo 78 giorni di cammino il podista di San Martino del Lago, originario però della parte cremasca della nostra provincia, ossia di Spino d’Adda, ha concluso la sua fatica. Non era previsto l’arrivo proprio per Ferragosto, è stata una casualità, dettata da qualche ritardo, anche se va detto che Fattori non aveva fatto tabelle di marcia troppo rigide. “L’importante – aveva sempre ricordato sin dall’inizio del cammino, partito il 30 maggio dal sud dell’Inghilterra – è arrivare, senza fretta”.

Settantotto giorni dunque, e 2300 chilometri. Un po’ alla volta, giorno per giorno, ma sempre senza fermarsi. Un’estate decisamente fuori dall’ordinario. Il cammino doveva durare 60 giorni, è durato 18 giorni giorni in più, anche a causa di qualche piccolo problema fisico, con Fattori che ha sempre aggiornato tutti con dirette Facebook al termine della fatica di ciascuna tappa. Questo è ciò che ha scritto alla vigilia di Ferragosto, alla vigilia cioè dell’arrivo: “Domani terminerà questa mia incredibile esperienza. Sono felicissimo ma anche stanchissimo, la maledetta vescica al piede sta condizionando la mia andatura. Confesso che sono emozionato e non mi sembra ancora vero: incredibile quello che ognuno di noi può fare”. Per lui, al traguardo romano, anche il saluto di Gianni Riviera, campionissimo del Milan negli anni ’60 e ’70, che abita a Roma. Per un tifoso rossonero come Gianpaolo, un’emozione in più.

Fattori, 60 anni, salutato lungo il percorso tra gli altri pure dal vicesindaco di Siena Andrea Corsi e accolto pochi metri prima di entrare in piazza San Pietro dalla compagna Jo Casajus, è partito con 15 kg sulle spalle nel suo zaino e ha pernottato senza fissare nulla, ma cercando accomodamenti da alcune famiglie e, in molti casi, dormendo in alberghi. Non certo di lusso, sia chiaro, per restare in tema con la vita del vero pellegrino. Inghilterra, Francia, Svizzera e Italia, passando dal San Bernardo e completando così l’ennesima impresa, la più difficile per chi ha scoperto il piacere delle lunghe – in questo caso lunghissime – camminate, dopo essere stato tedoforo a PyeongChang 2018 e ideatore, nel casalasco-viadanese, dell’UltraMarathon Mantova-Sabbioneta. Quest’ultimo capolavoro di fatica e volontà, in ogni caso, batte tutti i precedenti.

G.G.

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